"Il destino non fa cenni: alza la mano e da' la risposta, non suggerisce...Il destino, te ne accorgi che c'è quando guardi indietro, mai avanti."
"Adesso sono cresciuta, diario: so che un uomo è giusto la prima sera, la seconda è già sbagliato.
Il mio professore di fisica dice che l'universo tende al disordine, le molecole si allontanano ogni giorno di più una dall'altra. Io penso che anche le persone funzionano così, ogni giorno si disperdono fino a non ritrovarsi."
"Mio padre era geloso delle donne di casa sua.
Era un uomo con l'hobby della caccia, lo spirito della conquista e della proprietà. Aveva un segugio, gli piaceva essere seguito, anche io dovevo seguirlo."
"Potevo dire a Flavia o a Livia "copritemi", ma il silenzio ha un costo e io non volevo debiti."
"Cercavo di dare nella stessa misura in cui mi veniva dato; il guaio era che, sul piatto della bilancia, mettevo degli altri anche le promesse, le consideravo già fatti. Davo azioni in cambio di pensieri, ci perdevo nel cambio della valùta."
"Il cuore è piccolo, lo tieni in una mano, non c'è spazio per tante cose là dentro: al massimo, se si stringe, ci può stare una persona."
"La verità è bicolore. Non ci stanno tinte di mezzo, non ci stanno i compromessi del grigio, il carnevale del blu, del rosso e del giallo.
L'ho imparato quando ho messo a stendere le parole nere sul foglio bianco e la verità le ha asciugate."
"Sofia è mani in grembo, è un silenzio che giudica, è pensieri che se ne stanno per i fatti loro."
"...lei non sa cosa dire, guarda il pavimento, le devono essere cadute le parole. E mi metto a guardarlo anche io il pavimento, per vedere dove sono finite quelle parole, per raccoglierle. [...] Il suo sorriso scolorisce, i suoi occhi fissano un punto invisibile. Parte, lontano, in un pensiero che non si sa.
E io mi sforzo di intuirlo quel pensiero, per riacciuffarla, per riprenderla al lazo e riportarla da me, ma è complicato.
Complicato come curare il dolore se non si sa dov'è."
"...Mia madre stava al centro del letto, poggiavo l'orecchio tra i suoi seni, lo accostavo così, come si fa con le conchiglie per sentirci il mare dentro. Era una conchiglia chiassosa quell'incavo tra i seni, era un martellare di battiti.
Ecco, a me manca quella conchiglia, ma è giusto che io sia qua."
"Perchè?"
"Non siamo noi a stabilire le nostre traiettorie, sono i ricordi che tracciano i confini."
"Vanno cacciate le parole, altimenti ti puzzano dentro, come i cadaveri che tieni in casa."
"E' così facile per l'orgoglio diventare omertà."
"Ci sono poesie che andrebbero messe in tasca, per tirarle fuori quando servono. Ci sono poesie che andrebbero caricate come pistole, per premere il grilletto e ammazzare il dolore che, se rimane inspiegato, cresce."
"Sbaglio perchè metto gli accenti dove non vanno, metto i bicchieri di vetro nella credenza dei cristalli."
"E io starò in silenzio e aspetterò qualcuno che mi porti lontano, che mi faccia sedere a un'altra tavola. Farò in fretta, mi basta un matrimonio. Sposarsi è la fuga più facile."
"Se dovessi scegliere tra affrontare una tigre o un ragno velenoso, preferirei la tigre: è più facile combattere quello che vedi; io mi faccio sconfiggere da quello che è invisibile."
"...legno dappertutto: legno nei tavoli, legno nelle panche, legno nelle sedie, legno nel bancone, legno nelle cornici degli specchi.
Il legno sembra fermo, ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano.
La ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti.
Il legno no, finchè può nasconde, si lascia torturare ma non confessa.
Io sono di legno."
"Perchè non ci riproviamo?" mi proporrà al portone.
Perchè era un vaso talmente rotto che nessuna colla poteva rimetterlo a posto. Lui non aveva saputo resistere al danno e io non sapevo perdonare."
"Le cadute di cuore non sono cadute di superficie, sono di un'altra razza.
Le ferite sulla pelle si rimarginano in fretta, l'epidermide si rinnova di continuo, contiene molte cellule staminali, sono cellule pronte a rimpiazzare quelle morte, sono le seconde schiere di un battaglione.
Il guaio è che nel cuore di queste cellule miracolose non ce ne stanno. Hai una sola fila di soldati. E amen."
"Per Luca la maturità non ha patente, non passa attraverso i libri, passa attraverso i sogni e il coraggio di credere al di là di tutto."
"Ho avuto il minimo, sessanta con spinta, che importa, se non semini non puoi aspettarti di raccogliere; è questo il vantaggio di non seminare, non hai il problema delle aspettative."
"Sofia diceva che le case sono un discorso in muratura e gli oggetti parole."
"Non ho fatto gli errori di mia madre con te, ne ho fatti altri: ho peccato di originalità."
"Mi piace sentire il tuo sangue tra le mani, vedermelo sul camice; spero sia contagioso e che domani mi possa svegliare come te: essere egoista, sfruttare l'affetto, amare a boomerang, amare di un amore che torna sempre indietro."
"Finalmente avevo una nuova casa, senza i silenzi di mio padre e le debolezze di mia madre. Ero in dovere ogni giorno per quella libertà che lui mi aveva regalato."
"Mi chiedevo come avessi potuto sbagliare, io che il silenzio di un uomo l'avevo odiato per trent'anni, io che mi ero promessa di scansarlo, di trovare un marito con cui mettere in tavola i sapori buoni delle parole."
"Ci sentivamo sbagli che non si dovevano ripetere."
"Io ho faticato per darti il meglio, volevo darti mura solide, volevo un parquet che non ti freddasse i piedi, volevo darti una tavola piena di chiacchiere e una famiglia di cemento."
"Sei tenera" mi hai detto una volta. Ho pensato: no, io non sono tenera, io sono di legno. Hai visto in me quello che neanche io ho visto."
"Io invece non ti potrò scordare; sono in un'età di nostalgie, potrei avere più emozioni passate che future. Io "scordare" è un verbo che non conosco.
Scordare è più crudele di dimenticare: chi è dimenticato viene tolto dalla mente, chi è scordato viene tolto dal cuore.
E se io abito nel tuo cuore e tu mi cacci, io non avrò un altro posto dove stare.
Dimenticami, Miguel, ma non scordarmi."
