FABIO VOLO - ESCO A FARE DUE PASSI
'[...] Ma qualcosa mi manca. Ti ricordi? È sempre stato così, lo sento da come respiro la vita.
Sento che mi manca come se mi fosse già appartenuta e qualcuno me l’avesse portata via.
Ma non so esattamente cos’è.
C’è chi cerca l’altra metà della mela, io sto cercando ancora la mia mezza. Sono uno spicchio di me stesso.'
'[...] È un po’ che penso a questa lettera, a cosa scriverti, ma non tutti i miei pensieri arriveranno a te perché la mente è più veloce della mano e quindi tanti di loro andranno persi. Quello che ti scriverò sarà ciò che la mano e la memoria riusciranno a catturare.'
'[...] Non mi pongo nemmeno il problema di capire se sia giusto o no percorrere una strada e cercare di arrivare il più lontano possibile, perché il mio problema è un passo indietro. Il mio problema è: Qual è la mia strada?'
'[...] Insomma, continuo a camminare, poi torno indietro, faccio un passo avanti, due di lato. Il mio non è un cammino, ma la danza tribale di un ballerino bendato, con qualche livido.'
'[...]A volte vorrei mollare tutto. Vorrei andarmene da qualche parte nel mondo, perché ci sono giorni che qui mi sta stretto tutto.'
'[...] Sento che ho perso in modo chiaro il mio obbiettivo: c’è nebbia qui, nebbia e foschia.
Mi sento come uno scalatore appeso alla parete rocciosa che vede solo ciò che ha davanti appiccicato al naso, e non riesce più a vedere la cima, la vetta, il motivo per cui sta scalando, e nemmeno cosa sta scalando.
Forse ho bisogno di scendere un attimo e chiarirmi bene le idee.
Mi sento solo, Nico, non vedo e non sento nessuno che mi capisca veramente fino in fondo, forse perché sono già io il primo che non si capisce, ma qui, credimi, è tutto un delirio.
Ho sempre voluto fare ciò che volevo nella vita, sono sempre stato pronto a rimettere tutto in gioco, spinto dalla solita irrequietezza, voglia di cambiare, di scappare, di iniziare. Del resto, ho sempre dato il massimo di me negli incominci. Quando inizio una cosa sono sempre bravo, poi mi perdo, piano piano mi spengo, sono come un libro che ha un’introduzione della madonna, ma già nel secondo capitolo si ridimensiona tutto, e lo butteresti nel cesso.
Come quando mi viene il trip di mettere in ordine la stanza e tiro fuori tutto dai cassetti e dagli armadi e poi mi stufo e non ho più voglia di mettere a posto e mi trovo in mezzo a un casino peggio di prima.'
'[...] Nella pagina delle cose certe che voglio nella mia vita ci sono scritte poche righe, fra l’altro qualcuna anche a matita, mentre in quella delle cose che non voglio c’è più roba, c’è più sicurezza, più determinazione. Tutto questo per dirti che anche in questo momento, come ho scritto prima, non so esattamente cosa voglio – come sempre, anche in questo momento so solo ciò che non voglio. Parlo di ruoli: non so in che ruolo sto giocando questa partita e non so che ruolo giocare. Sinceramente non ho nemmeno capito che gioco è.'
'[...] Ci sono dei giorni in questi ultimi anni che mi sento assalire da una sensazione di irrequietezza. In quei giorni non ho voglia di uscire e nemmeno di rimanere in casa. Vorrei strapparmi la pelle di dosso. Anche il mio corpo diventa una gabbia.'
'[...] Io faccio questo lavoro perché amo dire ciò che penso, e anche se – come tutti – voglio guadagnare dei soldi, li voglio guadagnare inseguendo i miei sogni. Non voglio guadagnare soldi inseguendo i soldi.
Non voglio essere ricco, voglio essere libero.
Una parte di me per esserlo deve avere dei soldi, per poter vivere, ma ce n’è un’altra che per esserlo ha bisogno di tutt’altro.'
'[...] Questo è un concetto che il mio direttore non capisce e non capirà mai, nemmeno se gli faccio un disegno, nemmeno se gli parlo in stampatello...
Questo è un grande compromesso: avere a che fare ogni giorno con persone che parlano un’altra lingua. Io non chiedo niente a loro se non di poter essere me stesso, eppure, per poterlo essere, ho bisogno di giustificarmi.
Non ho ancora trovato il dizionario per tradurre il mio linguaggio con il loro: quando devo parlare a questo tipo di persone mi mancano i vocaboli, spesso i miei sinonimi sono i loro contrari.'
'[...] Vivo di musica, nella mia vita c’è sempre un sottofondo musicale, ogni momento importante della mia vita è legato a una canzone, e ogni volta che la sento parte il mio videoclip personale.
Quando devo scendere dalla macchina e l’autoradio sta suonando un pezzo che mi piace, non riesco a spegnerla, devo aspettare che finisca o se proprio sono in super ritardissimo, per spegnere devo sfumare abbassando piano piano il volume.'
'[...] Forse uno dei motivi per cui non sono fidanzato è che io mi sento già da solo una coppia. Litigo con me stesso, mi parlo, a volte non mi sopporto, a volte mi faccio l’amore, a volte mi manco, a volte mi tradisco, capita che mi racconti bugie, che mi dimentichi degli appuntamenti, e spesso mi vorrei lasciare. Un sacco di volte vorrei prendermi una settimana di tempo da me stesso, senza sentirmi, per scoprire come mi sento.
Insomma, io vivo da anni con questa relazione e alla fine, nonostante tutte le difficoltà che si possono avere stando in due, devo dire che ci sto abbastanza dentro. Non è facile rinunciarci.'
'[...] Comunque con le donne tutti mi dicono che il vero problema è che non ho incontrato quella giusta. Boh... sarà come dicono, ma io credo che siano loro a trovarla troppo facilmente.
Luca, io l’ho sempre visto fidanzato e ogni volta dice di essere innamorato; poi finisce una storia e dopo un mese è nuovamente con un’altra ragazza: o è l’uomo più fortunato della terra o è terrorizzato dall’idea di stare solo.
Secondo me quando dice «ti amo» in realtà vuole dire «ho bisogno di te».'
'[...] Io credo che chiunque non riesca a stare bene da solo non possa conoscere il vero amore; dubito sempre di chi dice «non posso vivere senza di te».
Parlo di Amore con la «A» maiuscola, parlo di Essenza, parlo di quell’amore che io non ho mai incontrato ma che sono sicuro esista, quell’amore in cui io credo e per il quale non sono disposto a fingere o mediare.
Questo non significa che, in attesa di quell’amore, si debba restare soli, dico che a volte non si dà il giusto valore ai rapporti, ma si tende a imitarne gli stereotipi. Si vorrebbe che ogni volta fosse sempre quello lì, quello giusto, quello che abbiamo aspettato da sempre, anche se nella maggior parte dei casi l’errore nasce dall’amore per l’amore; cioè ci si innamora più del gioco che del giocatore.'
'[...] Forse è questo che non mi succede da un po’: addormentarmi felice. Voglio un brivido, Nico, un brivido nel leggere un libro, un brivido nel parlare o nel conoscere qualcuno.
In questo periodo è difficile alzarsi al mattino, vorrei dormire per giorni interi, non ho entusiasmo nel fare nulla, mi sembra che non ne valga mai la pena. Non so con chi parlarne e mi rinchiudo nel mio mondo fatto su misura che diventa ogni giorno più grande e concreto. Il mio mondo ha già due fusi orari.'
'[...] Il lavoro sarà sempre una parte importante della mia vita, ma non sarà mai la mia vita. Per molti la carriera è come essere agli arresti domiciliari, il fatto che abbiano dipinto le sbarre d’oro non cambia molto. Forse sono più furbi quelli che le hanno dipinte di azzurro come il cielo, così non le vedono, anche se ci sono...
Ho paura di infognarmi nella routine. Ok?'
'[...] La velocità nelle cose, nel farle, ma soprattutto nell’ottenerle ha scombussolato i valori.
[...] Tutti hanno fretta, tutti corrono, tutti suonano il clacson.
Ieri al supermercato ho visto un pacchetto di pasta già condita che cuoce in soli cinque minuti, il riso è già al nero di seppia nella scatola, nello shampoo c’è già il balsamo, nel bagnoschiuma c’è lo shampoo con il balsamo antiforfora rinforzante alla provitamina C, con scopa e paletta per chi perde i capelli.'
'[...] Ma negli ultimi anni ce un risveglio in particolare che mi accompagna. È un risveglio unico, un risveglio avvolto da una strana e misteriosa sensazione di disagio verso tutto il mondo.
Ci sono giorni che appena apro gli occhi li riconosco subito. Li sento nell’aria e mi sento a casa ovunque mi trovi: è quella sensazione di disagio-misto-blues che non è esattamente tristezza, è più un cappotto con cui difendersi dal freddo, ma che lascia comunque supervulnerabili. Mi sento a casa semplicemente perché giornate così ormai mi capitano spesso e ho imparato ad attraversarle. Ma a volte il freddo morde troppo forte... cazzo troppo forte!
Quei giorni terrei su gli occhiali da sole tutto il tempo. Per isolarmi, per nascondermi.'
'[...] Non mi suonano solo ai semafori, ma anche quando vado – sarà che a me non piace correre. Comunque, anche se volessi, la mia macchina va talmente piano che in autostrada, anche se andassi a tutta velocità, l’autovelox invece della foto potrebbe farmi un ritratto.
[...] Riparto e arrivo in radio. Fortunatamente abbiamo un piccolo parcheggio riservato e quindi non è come quando torno a casa che prima di cercarlo devo fermarmi a fare benzina, perché a volte mi serve tutto il pieno.
[...] Prima di salire vado al bar a bermi un caffé, potrei farlo in radio dove c’è una splendida macchina a gettoni, ma in giorni come questo non potrei sopravvivere se vedessi uno di quei bicchierini di carta che tutti trasformano in portacenere. Lo so, può sembrare snob, ma le sigarette spente in quei bicchieri sporchi di caffé mi toccano lo stomaco. Il caffé è uno dei miei migliori amici e le sigarette sono come la mia donna. Non sarei felice di vederli insieme.'
'[...] Geppo è una persona che a volte mi fa incazzare, ma non riesco a odiarlo. Diciamo che spesso non lo sopporto, per la sua mediocrità-mista-presupponenza. È uno di quelli che spesso parlano ad alta voce per farsi sentire dagli altri. Magari sei in fila da qualche parte o su un treno e ti parlano, ma in realtà ti usano come amplificatore intercalando a voce alta un «siccome non sono un imbecille» o un «fidati di me, te lo dice uno che ci capisce». Non lo odio, ma piuttosto che farmi un viaggio in macchina con lui, mi lego con una corda al paraurti e mi faccio trascinare. Credo che i suoi neuroni non abbiano ancora la marmitta catalitica e che quindi non possano circolare sempre. Spesso è costretto a parcheggiarli.'
'[...] Era uno di quei giorni in cui avrei voluto trovare una finestra, uno strappo, un buco che mi facesse vedere di là, che mi facesse per lo meno respirare un po’ il mio mondo, la mia dimensione, il mio gruppo di appartenenza, riconoscere quelle cose che molti chiamano «Affinità elettive».
Lunedì era uno di quei giorni in cui avrei voluto gridare: CI SIETEEEEE??? MI CAPITE?!
Lunedì avrei voluto trovare un indizio, un profumo, un colore. Perché ogni tanto ho veramente difficoltà anch’io a rimettere insieme i pezzi, e divento vulnerabile, e ho bisogno di un sì, di uno sguardo, di uno specchio.
Ma è possibile che ogni volta che parlo di un’ambizione o di un sogno ci deve sempre essere qualcuno che dice: «Sì vabbè... però alla fine del mese c’è l’affitto da pagare». C’è sempre qualcuno che ti guarda e sembra che dica: «diventa grande».
E per quelli diventare grande vuol dire non credere più di essere una ballerina, un poeta, un musicista, un sognatore, un fiore.
Non li sopporto.'
'[...] Ogni persona tira fuori una parte di me fatta di necessità diverse, di piccoli equilibri che sono all’interno di altri più grandi, come fossero matrioske.'
'[...] Capire, capire, capire il perché delle cose. Capirne il senso. Non è una scelta voler capire, lo devi fare, non puoi farne a meno, è una cosa più forte di te. Giusto?
[...] Vengo assalito a volte dalla voglia di sapere, entro in libreria e guardo tutti i libri e sono tanti, tanti, tanti, e so che in ognuno di loro ci potrebbe essere una cosa che dovrei sapere, che potrebbe essermi utile e vorrei leggerli tutti. Mi sento inerme davanti al fatto che non so tante cose, e che non mi basterà una vita per saperle. Mi succede anche con la musica, pensa quante canzoni che io semplicemente non conosco ma che impazzirei ad ascoltare.
Quante cose che non conosco. Quante. Troppe.'
'[...] A volte mi è capitato di non fare certe cose perché non le ritenevo giuste, per lo meno non lo erano secondo il mio modo di pensare. Spesso ho trovato chi per convincermi mi diceva: «Se non lo fai tu tanto lo fa qualcun altro».
Ma che cazzo vuol dire? Se per me non è giusto, cosa cambia se lo fa qualcun altro? Non può essere la morale e l’etica di un altro a giustificare il fatto che io lo debba fare, visto che comunque io rispondo a me, di me.'
'[...] Fortuna che nella vita poi quando meno te lo aspetti succede qualcosa che cambia tutto, e io aspetto, aspetto ancora un po’ e se non arriva niente, mi toccherà fare la prima mossa.'
'[...] Anche quando si soffre per amore, in quella morte, in quel dolore, io c’ho trovato un sacco di vita. Non sai dove sbattere la testa, non ci sono medicine per farti sentire meglio. C’è solo il tempo, quello biologico, solo lui può curarti. Ma sembra non passare mai e come dice Troisi in un suo film a un amico che gli dice che non ci si ammazza per amore, perché il tempo sistema tutto: «Allora io m’ammazzo per impazienza».'
'[...] Era proprio carina, anzi era proprio bella, ma non di quelle che fanno della propria bellezza un’arma. Una bellezza non appariscente, di quelle che si notano dopo un po’, al secondo sguardo. Insomma non era di quelle che quando vai fuori a mangiare con loro a un certo punto devono andare in bagno, ma lo fanno solo perché amano fare la passerella. Andare in bagno passando tra i tavoli diventa il loro palco. Lei no. Secondo me lei era di quelle che hanno la casa piena di candele, incensi, stoffe orientali e mezzelune. E amano i gatti.
[...] È fidanzata ma non innamorata. E ce ne sono tante ho scoperto. Sono le sognatrici, quelle che hanno aspettato il principe azzurro e non vedendolo arrivare, hanno cominciato a pensare di essersi sbagliate. Hanno iniziato a pensare che il loro principe azzurro è caduto da cavallo e adesso è nel reparto rianimazione del civile.
Prese dalla paura di rimanere sole e dalla voglia di una carezza, si sono messe con il cavallo bianco. Le riconosci subito quando le incontri, sono quelle che vedi ogni tanto guardare ancora fuori dalla finestra.
[...] È indubbiamente più faticoso voler stare con qualcuno per non rimanere sole e impegnarsi a essere come vere fidanzate, che esserlo in modo naturale.
Comunque, stare con il cavallo comporta anche piccoli vantaggi. Non c’è quell’impegno di essere sempre all’altezza, di dover indossare l’abito lungo. Sì, ok, ogni tanto il cavallo per strada caga, ma basta guardare avanti che non la pesti.'
'[...] Dove inizia e finisce la nostra volontà e dove la nostra scelta?
Io credo di essere il pilota della mia vita, cerco di vivere la mia vita e il mio destino. Ascolto molto la voce che ho dentro e provo a seguirla, ma mi chiedo: «Quanto sono libero di scegliere? Quanto sono veramente io a decidere la rotta?».
[...] Per esempio, a me piace leggere, e tu sai quanto i libri mi abbiano aiutato nella vita. Ma non ho scelto io che mi piacesse leggere, lo faccio e l’ho fatto perché mi piaceva. Quindi se sono così, se ho imparato certe cose, è sicuramente perché le ho lette, e perché leggere mi ha aiutato ad avere una mente più aperta, mi ha fatto venire voglia di viaggiare... Ma io che merito ho?
Se tu ami ancora leggere sai di cosa sto parlando. Hai presente quelle volte che inizi un libro e ti cattura subito e non vedi l’ora di andare a casa a leggerlo? Magari dopo che nell’ultimo periodo quelli che avevi letto non erano proprio indimenticabili. O quando certe sere inizi a parlare di libri con qualcuno, e capisci che c’è un feeling pazzesco e nel raccontarti le sue letture preferite quello ti tira dentro, e tu impazzisci perché le librerie sono chiuse e vorresti andare subito a rifornirti.
Come ci sono le farmacie, dovrebbero esserci anche le librerie di turno. Per le crisi di astinenza o per gli incontri interessanti.
[...] Ti sto parlando di persone che non dicono: «Io amo leggere... hai mai letto Siddharta?».
Non che Siddharta non sia un bel libro, ma hai capito cosa intendo?
Se incontrassi invece una che mi dice: «Mi è piaciuto molto Il profumo di Süskind», potrei portarla all’IKEA immediatamente e insieme scegliere i mobili per la nostra convivenza.'
'[...] Molti di noi vivono circondati dalle proprie balle, dalle bugie che continuiamo a raccontarci. Diventano come bolle di sapone che ci volteggiano intorno. Quando ci si fermano davanti agli occhi, falsano qualcosa, distorcono l’espressione. Ma noi viviamo facendo finta di niente nella speranza che se ne vadano via da sole. Ci sono giorni però che le bolle diventano di marmo e non si può più fingere.'
'[...] Ma riecco la domanda da paraculo: cosa fa di un uomo un buon padre?
Come sempre io non ho una risposta.
I genitori migliori sono quelli che non hanno figli, come gli allenatori di calcio migliori sono quelli del lunedì al bar. I politici migliori guidano i taxi e il calciatore migliore è quello che non ha potuto farlo perché è stato operato al menisco da giovane.'
'[...] Una notte quando ero piccolo, sono stato male e sono andato in bagno a vomitare. Ero terrorizzato dal vomitare, ogni volta credevo di morire soffocato, era un’esplosione di violenza allucinante per me. Comunque, mentre vomitavo, mia madre mi sente, si alza dal letto, viene in bagno e mi mette una mano sulla fronte.
«Non preoccuparti, hai solo preso un po’ di freddo.»
Non ho mai provato nella mia vita una sensazione maggiore di sicurezza di quella mano sulla fronte. E quante volte nella vita ne avrei avuto bisogno, e invece a volte stai vomitando e arriva qualcuno che ti mette una mano sulla testa e ti spinge più giù nel cesso, quel qualcuno che di solito è anche il motivo per cui stai vomitando. 'Preoccupati! Non è solo freddo'.'
'[...] Quando senti che il cordone ombelicale tira troppo, quando sembra che ti stia soffocando, allora per sopravvivere tiri calci e pugni senza sapere il male che fanno (o a volte proprio perché lo sai).
[...] Il nostro cordone ombelicale è ancora attivo, ha il profumo di cibo e panni puliti. Non è più rosso vivo come prima ma è un colore pastello, più tenue ed equilibrato.'
'[...] Una notte, mi ricordo, c’era il temporale. Nel letto sentivo la pioggia, i tuoni, le macchine passare, i nonni russare e ogni tanto la voce di chi per ripararsi dall’acqua si fermava vicino alla finestra, dove c’era un piccolo portichetto. A un certo punto ha smesso tutto: tuoni, lampi, acqua, macchine, tutto. Solo silenzio. Anche i miei nonni non russavano più, li sentivo solo respirare e ogni tanto sentivo un rumore di lenzuola...
In quel momento, in quel silenzio, in quella luce soffusa che entrava dalla finestra, ho provato una strana sensazione, un’emozione diversa da tutte.
La mano sulla fronte di mia madre quando vomitavo è unica, ma è un senso di sicurezza, di amore: riesco a decodificarla. Questa invece l’ho riprovata anche altre volte ma non saprei interpretarla, descriverla, paragonarla: è lì, sospesa nell’aria.
In quel momento ero talmente legato alla vita che pensavo mi sarebbe dispiaciuto morire. È strano ma ci sono momenti in cui sento che mi spiacerebbe di più, se dovesse accadere.
Sentire dalla strada i rumori della televisione o i rumori di chi sta apparecchiando la tavola mentre torni a casa nelle sere d’estate è un’altra cosa che mi dà questa sensazione. È un’emozione inspiegabile, che sembra quasi malinconia (ma è più simile a una felicità compressa), e continuo a provarla ogni tanto anche adesso che sono più grande. Cambiano le situazioni ma la sensazione è sempre uguale, inconfondibile.'
'[...] Qualche mese fa sono andato a casa di un mio amico in campagna...Dopo pranzo mi sono trovato a tavola da solo, fuori, sotto il portico...Osservavo le mosche, il cielo, la campagna, il silenzio, sentivo una pace, un’armonia, insomma sentivo quell’emozione di cui ti sto parlando... be’... Nico, ho pianto. Non come un vitello, mi è solo scesa qualche lacrima silenziosa, ma ho pianto: era talmente forte questa volta...
Magari è perché la città è talmente stressante e rumorosa, che uno arriva in campagna e non è più abituato a sentirsi respirare, a sentirsi un’anima con un corpo e non un corpo con un’anima.'
'[...] Insomma, tornando al discorso di prima, non riesco a capire se sia giusto sacrificarsi per un futuro migliore o se sia meglio vivere giorno dopo giorno il presente, rischiando magari di non avere nessuna garanzia per il futuro.
[...] Non riesco a capire se la sicurezza è amica o nemica della libertà.'
'[...] È tutta questione di tempo, è tutta una questione di spazio-tempo. Tutto è relativo.
[...] Ci sono due tipi di problemi nella vita. Quelli senza soluzione e quindi è inutile preoccuparsi e quelli che una soluzione ce l’hanno e quindi è inutile preoccuparsi.'
'[...] Immagina per me, che oltre alle canne, chiacchieravo in inglese... il giorno dopo ho preso il mio cervello e l’ho buttato a calci nel mare: non ha galleggiato nemmeno un secondo.'
'[...] Il disagio che provo ogni tanto con certe persone, ti assicuro che non è presunzione, superbia o simili, ma giuro che vorrei mettermi della Nivea nelle orecchie per idratare e ammorbidire le cose che sento. Mi hanno detto che bisogna imparare ad adattarsi senza perdere la propria essenza, che bisogna essere come l’acqua, che se messa in un bicchiere prende la forma del bicchiere, se messa in una bottiglia prende la forma della bottiglia. Adattarsi e cambiare forma senza mai perdere la propria essenza.
Io ci provo, ma a volte mi versano in uno scolapasta e mi perdo in mille buchini.'
'[...] C’è bisogno di tempo, c’è bisogno di distacco. Come quando fai una foto e ti sembra tutto normale, poi la riguardi dopo dieci anni e dici: come ero pettinato? Come ero vestito? È difficile capire le cose quando ci sei troppo dentro.'
'[...] Spesso nella vita, come nel lavoro, essere gentili ed educati viene scambiato per una debolezza. Aggressivo uguale forte. Mia madre mi ha sempre insegnato che più grande è il coltello più piccolo è l’uomo.
Mi difendo come posso.'
'[...] Ed è bello scoprire che di te ti puoi ancora stupire.'
'[...] Ho il sospetto che la vita non sia solo un andare, ma soprattutto un tornare. Che non sia solo un mettere, ma soprattutto un togliere.
C’è chi decide di rimanere a casa perché sta bene e non ha bisogno di andare a scoprire il mondo, e chi invece lo deve girare, provare, fare esperienze, per capire che magari non c’è niente di particolarmente nuovo ma per capirlo ha bisogno di viaggiare.'
Mi dice la mia casa:
«Non abbandonarmi, il tuo passato è qui».
Mi dice la mia strada:
«Vieni, seguimi, sono il tuo futuro».
E io dico alla mia casa e alla mia strada:
«Non ho passato, non ho futuro.
Se resto qui, c’è un andare nel mio restare;
se vado là c’è un restare nel mio andare.
Solo l’amore e la morte cambiano ogni cosa».
(Kahlil Gibran)