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sabato 13 luglio 2013

La vita, i sentimenti, le necessità non sono un cinodromo e io non sono un cane.

Competizione
 
Definizione tratta da Wikipedia: "La competizione è l'interazione tra i singoli organismi della stessa specie o di specie diverse che sfruttano le stesse risorse, spesso presenti in quantità limitate."

"Sostenere che la competizione non faccia parte della natura umana è arduo, tant'è vero che senza competizione l'umanità stessa non esisterebbe affatto. La più antica tra le forme di competizione infatti è la selezione della specie, quel meccanismo che ci ha consentito di essere quel che siamo. La teoria darwiniana dell'evoluzione da questo punto di vista parla chiaro: "Gli esseri viventi sono il risultato di una selezione violenta, che ha premiato le specie capaci di sopravvivere in un determinato ambiente." (Vittorino Andreolli - Competizione e affermazione di sè)
 

Bene, questo è l'assunto. Assunto che è divenuto "modus vivendi", esteso ai più svariati e disparati aspetti della vita quotidiana.
Non sono assolutamente intenzionata ad aprire un dibattito in merito a quest'argomento. Semplicemente, una serie di avvenimenti recenti ha fatto sì che provassi l'irreprimibile desiderio di spendere due parole sulla mia visione a tal riguardo.
La selezione della specie non è frutto di una scelta. Presupposti di questa selezione sono necessità di sopravvivere e istinto di conservazione della vita. Presupposti che mi sentirei di definire "esistenziali", oltre che essenziali.
Qualsiasi altra selezione -e conseguente competizione- è frutto di una scelta attiva.
Gli individui non "entrano in competizione", vengono messi in competizione. Amore, fama, lavoro...che si trasformano in narcisismo, orgoglio, soldi...I motivi sono svariati e le scusanti addotte infinite...
La competizione è stimolo e crescita: stronzate!...O meglio: assolutamente veritiero per il branco di pecore che è il genere umano...Concepirla così ha fatto comodo a molti, come mantenere per secoli il popolo nell'analfabetismo e nell'ignoranza.
Stimolo e percorsi di crescita sono da ricercare dentro di sè, se solo gli individui lo concepissero. Si impara, si migliora, si diventa più forti per sè stessi. Eppure sono così pochi quelli in grado di farlo.
C'è una continua ricerca di approvazione...e fosse ricerca di approvazione almeno da parte delle persone che si stimano o alle quali si tiene...sarebbe più umano, lo troverei più comprensibile...E invece no. Si ricerca l'approvazione da parte del contesto sociale. Ti presentano un programma "esistenziale" al quale attenerti e i più lo firmano senza leggerlo! E tutti coloro che non si attengono al programma, si sentono socialmente emarginati. E invece che rimanere coerenti con la propria indole, il proprio sentire e le proprie idee, si svendono e si mortificano. Che amarezza!
Ciascuno di noi ha dei limiti, ma questo non ci vieta di tentare di spostare la soglia del limite un po' più in là...e una volta raggiuntala, ancora un po'...
Ciascuno di noi ha qualcosa da insegnare e molto da imparare...
Ciascuno di noi dovrebbe trovare la forza di essere consapevole, anzichè il modo migliore per "vendersi"...
Perciò...Io imparo, faccio errori, cresco, ogni giorno. Non pongo limiti agli interessi e alle possibilità di apprendimento. Sono consapevole e tento di essere il più coerente possibile, soprattutto nella mia emarginazione. Dò rispetto e pretendo lo stesso. E non ho intenzione di mettermi in competizione per l'approvazione, la considerazione o l'affetto di nessuno. O meglio, non ho intenzione di farmi mettere in competizione per l'approvazione, la considerazione o l'affetto di nessuno. NESSUNO.
La vita, i sentimenti, le necessità non sono un cinodromo e io non sono un cane. Se state cercando qualcuno che si azzuffi per un osso e due pacche sulla testa, avete sbagliato non solo persona, ma anche specie...

MoodyCat

domenica 21 ottobre 2012

Lettera di un Tangentaro


Lettera di un Tangentaro
di Marco Travaglio
20 Ottobre 2012

Gentili presidente Monti e ministra Severino, chi vi scrive è un tangentista. Niente di speciale, per carità: un tangentista medio, come ce ne sono tanti, che tira avanti come può. Una mazzetta oggi, una domani. Una volta le toghe rosse mi han beccato mentre incassavo una mazzetta come assessore comunale e mi han costretto a patteggiare 5 anni per corruzione e concussione, sebbene io -su consiglio del mio avvocato, che è anche deputato- mi proclamassi innocente. Impugnai il mio patteggiamento in Cassazione, sperando nella prescrizione, ma quei giudici infami me lo confermarono proprio in extremis.
Fortuna che i miei reati (anzi, presunti reati) li avevo commessi prima del 2006, così beneficiai di 3 anni di sconto grazie all'indulto sinistra-destra. Mi rimasero 2 anni, che scontai comodamente in libertà senza passare dal carcere: il giudice mi affidò ai servizi sociali (una visitina ogni tanto a una comunità di ex tossici, che appena mi vedevano ricominciavano a drogarsi), perchè diceva che dovevo reinserirmi nella società, anche se io mi sentivo già abbastanza inserito. Appena la mia condanna finì sui giornali, il presidente B. mi notò e mi invitò ad Arcore per propormi una candidatura alle elezioni del 2008: gli si era liberato un posto nella quota condannati, non potendo ripresentare Previti per l'interdizione perpetua dei pubblici uffici.
Accettai e fui eletto deputato. Il mio nome era, ovviamente, nei primi posti della lista bloccata, in cambio di una bella sommetta, frutto delle mie vecchie refurtive, e di un certo numero di voti che avevo acquistato da un boss della 'ndrangheta conosciuto casualmente in Regione Lombardia. A Montecitorio, oltre al mio avvocato, incontrai un sacco di colleghi tangentari. Un'allegra rimpatriata. Pensavo di restare lì una ventina d'anni, come si usa, poi purtroppo iniziò a soffiare questo brutto vento di antipolitica. Non vi dico la mia angoscia quando si cominciò a parlare della vostra legge anticorruzione. Già il nome era decisamente brutto e maleaugurante. E poi la sostanza: si parlava di lotta a corrotti, concussori, compratori di voti, riciclatori di mazzette, evasori fiscali, falsificatori di bilanci. C'era addirittura un giornale che raccoglieva firme per spingere. Chissà che mi credevo, non ci ho dormito due notti. Poi il mio avvocato mi ha preso da una parte: "Tranquillo, questa legge la puoi votare anche tu." E io: "Ma poi devo smettere di fare quel che ho sempre fatto." E lui: "No, fidati, puoi continuare come e più di prima. Anzi, nessuno se ne accorgerà più, perchè adesso abbiamo la legge anticorruzione e il governo degli onesti." Non ci volevo credere, poi ho controllato: mi son letto bene la legge e ho scoperto che aveva ragione lui. Gli imprenditori che mi pagano tangenti potranno seguitare a falsificare i bilanci e ad accumulare fondi neri senza pagarci le tasse.
Io, come peraltro ho sempre fatto, dovrò soltanto stare attento a chiedergli le mazzette gentilmente, senza puntargli il coltello alla gola: così è concussione per induzione, che d'ora in poi sarà addirittura un reato minore, punito non più fino a 12 anni, ma fino a 8, così la prescrizione scatta non più in 15 anni, ma in 10 anni (fosse stato così anche prima, mi sarei risparmiato il patteggiamento). Le mazzette dovrò seguitare a reinvestirmele da solo, tanto l'autoriciclaggio continua a non essere reato. E, quando compro voti dal boss, devo stare attento a non pagarli in denaro, ma in favori, così il reato di voto di scambio non scatta. Ecco, signor presidente e signora ministra: io volevo semplicemente ringraziarvi. Mi avevate tanto spaventato, ma poi ho capito che era tutto uno scherzo. Se la lotta alla corruzione è la vostra, ci sto anch'io.
Sapete che già mi sento un po' tecnico anch'io?