
MICHAEL CRICHTON - SFERA
"Era convinto che una società dove il farmaco più frequentemente prescritto era il Valium fosse, per definizione, una società piena di problemi irrisolti."
" "Vedete", disse Norman, "in un primo tempo, pensando al problema antropomorfico -al fatto che riusciamo a concepire una vita extraterrestre solo come una vita essenzialmente umana- credevo che si trattasse di un difetto di immaginazione. L'uomo è uomo, conosce solo l'uomo, e può pensare solo in base a ciò che conosce. Ma, coeme vedi, questo non è vero. Possiamo pensare a tante altre cose. Ma non lo facciamo. Ci deve quindi essere un'altra ragione che ci porta a immaginare gli extraterrestri come umani. E secondo me consiste nel fatto che in realtà siamo animali spaventosamente fragili. E non ci garba che ci rammentino quanto siamo fragili -quanto sono delicati gli equilibri interni dei nostri corpi, quanto è breve il nostro soggiorno sulla Terra e con quanta facilità finisce. Noi quindi immaginiamo che le altre forme siano come noi, per non dover pensare alla vera minaccia -alla terrificante minaccia- che esse potrebbero costituire anche senza volerlo." "
"La teoria della congruenza era oggetto di aspre polemiche tra quelli che meditavano sulla vita extraterrestre. In parole povere, gli astronomi e i fisici che prendevano in considerazione l'ipotesi di un contatto con forme di vita 'aliene' immaginavano che l'umanità ne avrebbe tratto benefici straordinari.
Altri invece, storici e filosofi, non s'aspettavano alcun giovamento da questo contatto.
Gli astronomi, per esempio, credevano che, entrando in contatto con gli extraterrestri, l'umanità avrebbe subito una tale scossa da rinunciare per sempre alle guerre per dare inizio ad una nuova era di pacifica cooperazione tra le nazioni.
Ma gli storici ritenevano questa ipotesi assurda. Facevano notare che, quando gli europei avevano scoperto il Nuovo Mondo -evento altrettanto traumatico- non avevano certo smesso di combattersi tra loro. Avevano anzi continuato con ancor più accanimento, limitandosi ad estendere al Nuovo Mondo le tensioni preesistenti. Di farne insomma un luogo in più dove battersi e per cui battersi.
Analogamente gli astronomi immaginavano che all'incontro tra l'umanità e gli axtraterrestri sarebbe seguito uno scambio d'informazioni e di tecnologie che avrebbe fatto fare meravigliosi progressi alla specie umana.
Gli storici della scienza pensavano invece che anche questo fosse assurdo. Facevano notare che quella che chiamiamo scienza è in realtà una concezione piuttosto arbitraria dell'universo che ben difficilmente può essere condivisa da altre creature. Le nostre teorie scientifiche sono le teorie di creature simili a scimmie, che si orientano soprattutto con la vista e che si divertono a cambiare il proprio ambiente fisico. Se gli extraterrestri fossero ciechi e comunicassero con gli odori, potrebbero aver sviluppato una scienza molto differente e descritto un ben differente universo. E potrebbero aver fatto scelte assai diverse sulle direzioni che la loro scienza doveva seguire. Potrebbero, per esempio, ignorare totalmente il mondo fisico e sviluppare una scienza della mente molto avanzata -insomma il contrario esatto di ciò che ha fatto la scienza terrestre. La tecnologia extraterrestre potrebbe dunque essere puramente mentale, senza meccanismi visibili.
La questione ruotava attorno alla teoria della congruenza secondo la quale, a meno che gli extraterrestri non siano straordinariamente simili a noi, non è probabile uno scambio di informazioni."
"Dopo un evento particolarmente intenso il cervello si sforza di assimilare, di capire, di rimettere in ordine il mondo mentale, nel momento stesso in cui intorno il mondo fisico è ridotto a pezzi. Il cervello entra allora in una sorta di overdrive, cercando frettolosamente di riordinare le cose, di chiarirle, di ristabilire l'equilibrio. E' tuttavia un periodo confuso nel quale si gira a vuoto. Bisogna solo aspettare che finisca."
" "In genere", disse Norman, "le persone che non sono in contatto con le proprie emozioni tendono a credere che le emozioni non siano importanti." "
" "Il fatto è", disse Norman, "che tra emozioni e intelligenza non c'è alcun rapporto. Sono come settori separati del cervello, o addirittura cervelli a sé stanti, e non esiste comunicazione tra loro. E' per questo che la comprensione intellettuale è così inutile."
Ted disse: "Inutile la comprensione intellettuale?" Sembrava inorridito.
"In molti casi sì", disse Norman. "Se leggi un libro su come si va in bicicletta, significa forse che sai andare in bicicletta? Niente affatto. Puoi leggere tutti i libri che vuoi, ma devi comunque uscire e imparare ad andarci. Quella parte del tuo cervello che impara a farlo è differente da quella che ha letto." "
"Era una verità psicologica lapalissiana questa cecità di fronte a se stessi...E l'ignoranza su se stessi era ancora più grande. La consapevolezza di sé era la cosa più difficile. Pochissimi ci arrivavano."
"Sì, pensò, è proprio così: gli scienziati si rifiutano di occuparsi dell'irrazionale. Ma il lato irrazionale non sparisce per il solo fatto che ci si rifiuta di occuparsene. L'irrazionalità non si atrofizza per mancanza d'uso. Anzi, lasciato a se stesso, il lato irrazionale dell'uomo aumenta di potere e portata."
"La coscienza è come un sassolino che increspa la superficie dell'inconscio. E man mano che la coscienza si allarga, cresce l'inconscio sotto di essa. Ce n'è sempre di più, inaccessibile."
"In un certo senso, pensò, siamo tutti fatti di memorie. La nostra personalità viene formata partendo dalle memorie, la nostra vita è organizzata intorno a memorie, la nostra cultura viene eretta su quelle fondamenta di memorie comuni che noi chiamiamo storia e scienza."