MARGARET MAZZANTINI - MANOLA
[...] "Ho tante cose da raccontarle, Manola. Sono così piena. E' una pienitudine piuttosto dolorosa, mi creda. Lo so, basterebbe buttare lì il primo sassolino, a caso. Temo che verrebbe giù una irrefrenabile slavina."
[...] "E' stato il caso a condurmi qui, e lei sa bene che il caso non esiste, è un artiglio nel caos di qualche nostra misconosciuta volontà."
[...] "Ho tante cose da raccontarle, Manola. Sono così piena. E' una pienitudine piuttosto dolorosa, mi creda. Lo so, basterebbe buttare lì il primo sassolino, a caso. Temo che verrebbe giù una irrefrenabile slavina."
[...] "E' stato il caso a condurmi qui, e lei sa bene che il caso non esiste, è un artiglio nel caos di qualche nostra misconosciuta volontà."
[...] "Ogni cosa, anche la più logora, conserva dentro di sè un sussurro che non posso permettermi di smarrire."
[...] "La mia affidabilità è pari solo alla mia intensità. Anche se a volte penso che sarebbe stato meglio essere un cerino, una cosetta che brucia in fretta, in questo mondo di accendini senza ricarica."
[...] "Il futuro non lo so cos'è. Di sicuro dura poco, come tutto."
[...] "Io bastavo a me stessa. Avevo solo bisogno di un nido dove rintanarmi per coltivare la mia abbagliante interiorità. Ma non sapevo proprio dove sbattere la testa."
[...] "Pensare che tra me e l'infinito c'era Dio, mi tranquillizzava. Gli raccontavo tutte le mie disgrazie, e siccome sapevo che lui rende forti attraverso la sofferenza coloro che più ama, ero certa che fosse pazzo di me."
[...] "E' brutto, Manola, non riuscire a guardarsi nella giusta dimensione. E' una vera e propria malattia, la malattia dello sconfinamento. Se c'è una cosa che bisogna avere bene in testa nella vita sono i confini, poi, per il resto, fai come ti pare. Io sono per la libertà vigilata."
[...] "Io, Manola, vorrei sconfiggere il tempo lineare, entrare in questa fotografia, acchiappare Ortensia, tirarla su, e portarla via. Ma non si può rovesciare il tempo come una clessidra, e scardinare questa menzogna inventata dagli uomini per scivolare nel Grande Tempo. Non potrò più difenderla, quella bambina lì. Ciò che è fatto è fatto. I traumi sono schizzi di inchiostro indelebile che abbuiano la vita."
[...] "Il fatto è che io ho una grande predisposizione all'empatia. Riesco, mio malgrado, ad assorbire lo stato emozionale di chiunque. Chiunque sia a pezzi, naturalmente."
[...] "Ma perchè ogni cosa, dentro di me, acquista dimensioni spropositate? Ho la capacità di dilatare ogni piccola sensazione, fino a diventare io stessa quella sensazione. Mi ferisce persino vedere una foglia che cade da un albero. Io sono quella foglia, Manola. Vago tremebonda nell'aria, nel terrore di perdermi in un tappeto di foglie marcescenti, calpestata dai passi."
[...] "Oggi siamo più colti, abbiamo la posta elettronica, possiamo inviare telematicamente dall'altra parte del pianeta le nostre parole senza neppure aver finito di pensarle. Ma non sappiamo chi è quel viso che ogni mattina s'affaccia, accanto al nostro, sul davanzale confinante."
[...] "La vecchiaia non riguarda più nessuno, Manola. Eppure, dietro ognuno di noi c'è un vecchio in attesa seduto su una seggiolina. Un giorno saremo costretti a prendere il suo posto. Nessun chirurgo plastico potrà rimpannucciarci l'anima."
[...] "E, soprattutto, non sopporto che mi si dia del tu, avvalendosi d'una confidenzialità assolutamente arbitraria. Possiedo gli strumenti analitici necessari a comprendere le motivazioni inconsce del suo esubero collerico, ma mi rimane indigesto il sopruso collettivizzato del "ciao, dimmi", che trova la sua origine nella volitiva popolazione delle commesse dal posteriore compresso nel lurex elasticizzato. Glielo faccio presente.
"Senta, io non la conosco. Se desidera interloquire con me, usi la terza persona. Dica: Si levi dal cazzo, brutta scimmia, mi sgombri i coglioni." "
[...] "Capirai, lei si veste sempre di nero, quando stende i panni sembra che abbia fatto il bucato Dibolik."
[...] " "Allora, come pensavi di tenertelo un uomo così?"
"Io veramente pensavo che gli interessasse la mia anima."
"La tua che?"
"La mia anima..."
"Ortensia, non essere ridicola! L'anima è un'entità assolutamente desueta, in questo fine millenio."
"Non è vero, si ricomincia a parlarne..." "
[...] "Sono le imperfezioni che ci caratterizzano. Io sono sempre stata intensamente caratterizzata. Non posso buttare alle ortiche anni e anni di lavoro. Dentro di me, anche il più piccolo malessere s'è forgiato con intelligenza per esprimere al meglio la mia personalità. Capisce cosa sto dicendo? Le fobie coincidono con la mia stessa identità, e mi distinguono da tutti gli altri esseri umani."
[...] "Ma i sogni sono difficili da tenere in forze. I sogni affaticano, Manola, e io mi sentivo improvvisamente stanchissima."
[...] "Allora ho capito che le illusioni sono vane creature, subdole cortigiane del nostro immaginario, che ci disalveolano da noi stessi, condannandoci al nulla."
[...] "Manola, ho scoperto che per crescere serve essere inclementi, con se stessi, certo, ma anche un po' con gli altri."
[...] "No, basta con il placebo del passato, e che ognuno risponda di se stesso nel presente!"
[...] "Mi fanno sempre impressione gli addii, quando il nulla, un grigio scorcio di città, anonimi binari di ferro, s'inghiottono la familiarità d'un volto, il profumo d'una persona cara."
[...] "Manola, si dice che non si può desiderare ciò che non si conosce, eppure io sento di desiderare qualcosa che non conosco. Cosa?"
[...] " "E noi? Cosa ne sarà di noi?"
Non me la sonosentita di mentirle: "Noi, non siamo una specie protetta..." ho detto."
[...] "La mia affidabilità è pari solo alla mia intensità. Anche se a volte penso che sarebbe stato meglio essere un cerino, una cosetta che brucia in fretta, in questo mondo di accendini senza ricarica."
[...] "Il futuro non lo so cos'è. Di sicuro dura poco, come tutto."
[...] "Io bastavo a me stessa. Avevo solo bisogno di un nido dove rintanarmi per coltivare la mia abbagliante interiorità. Ma non sapevo proprio dove sbattere la testa."
[...] "Pensare che tra me e l'infinito c'era Dio, mi tranquillizzava. Gli raccontavo tutte le mie disgrazie, e siccome sapevo che lui rende forti attraverso la sofferenza coloro che più ama, ero certa che fosse pazzo di me."
[...] "E' brutto, Manola, non riuscire a guardarsi nella giusta dimensione. E' una vera e propria malattia, la malattia dello sconfinamento. Se c'è una cosa che bisogna avere bene in testa nella vita sono i confini, poi, per il resto, fai come ti pare. Io sono per la libertà vigilata."
[...] "Io, Manola, vorrei sconfiggere il tempo lineare, entrare in questa fotografia, acchiappare Ortensia, tirarla su, e portarla via. Ma non si può rovesciare il tempo come una clessidra, e scardinare questa menzogna inventata dagli uomini per scivolare nel Grande Tempo. Non potrò più difenderla, quella bambina lì. Ciò che è fatto è fatto. I traumi sono schizzi di inchiostro indelebile che abbuiano la vita."
[...] "Il fatto è che io ho una grande predisposizione all'empatia. Riesco, mio malgrado, ad assorbire lo stato emozionale di chiunque. Chiunque sia a pezzi, naturalmente."
[...] "Ma perchè ogni cosa, dentro di me, acquista dimensioni spropositate? Ho la capacità di dilatare ogni piccola sensazione, fino a diventare io stessa quella sensazione. Mi ferisce persino vedere una foglia che cade da un albero. Io sono quella foglia, Manola. Vago tremebonda nell'aria, nel terrore di perdermi in un tappeto di foglie marcescenti, calpestata dai passi."
[...] "Oggi siamo più colti, abbiamo la posta elettronica, possiamo inviare telematicamente dall'altra parte del pianeta le nostre parole senza neppure aver finito di pensarle. Ma non sappiamo chi è quel viso che ogni mattina s'affaccia, accanto al nostro, sul davanzale confinante."
[...] "La vecchiaia non riguarda più nessuno, Manola. Eppure, dietro ognuno di noi c'è un vecchio in attesa seduto su una seggiolina. Un giorno saremo costretti a prendere il suo posto. Nessun chirurgo plastico potrà rimpannucciarci l'anima."
[...] "E, soprattutto, non sopporto che mi si dia del tu, avvalendosi d'una confidenzialità assolutamente arbitraria. Possiedo gli strumenti analitici necessari a comprendere le motivazioni inconsce del suo esubero collerico, ma mi rimane indigesto il sopruso collettivizzato del "ciao, dimmi", che trova la sua origine nella volitiva popolazione delle commesse dal posteriore compresso nel lurex elasticizzato. Glielo faccio presente.
"Senta, io non la conosco. Se desidera interloquire con me, usi la terza persona. Dica: Si levi dal cazzo, brutta scimmia, mi sgombri i coglioni." "
[...] "Capirai, lei si veste sempre di nero, quando stende i panni sembra che abbia fatto il bucato Dibolik."
[...] " "Allora, come pensavi di tenertelo un uomo così?"
"Io veramente pensavo che gli interessasse la mia anima."
"La tua che?"
"La mia anima..."
"Ortensia, non essere ridicola! L'anima è un'entità assolutamente desueta, in questo fine millenio."
"Non è vero, si ricomincia a parlarne..." "
[...] "Sono le imperfezioni che ci caratterizzano. Io sono sempre stata intensamente caratterizzata. Non posso buttare alle ortiche anni e anni di lavoro. Dentro di me, anche il più piccolo malessere s'è forgiato con intelligenza per esprimere al meglio la mia personalità. Capisce cosa sto dicendo? Le fobie coincidono con la mia stessa identità, e mi distinguono da tutti gli altri esseri umani."
[...] "Ma i sogni sono difficili da tenere in forze. I sogni affaticano, Manola, e io mi sentivo improvvisamente stanchissima."
[...] "Allora ho capito che le illusioni sono vane creature, subdole cortigiane del nostro immaginario, che ci disalveolano da noi stessi, condannandoci al nulla."
[...] "Manola, ho scoperto che per crescere serve essere inclementi, con se stessi, certo, ma anche un po' con gli altri."
[...] "No, basta con il placebo del passato, e che ognuno risponda di se stesso nel presente!"
[...] "Mi fanno sempre impressione gli addii, quando il nulla, un grigio scorcio di città, anonimi binari di ferro, s'inghiottono la familiarità d'un volto, il profumo d'una persona cara."
[...] "Manola, si dice che non si può desiderare ciò che non si conosce, eppure io sento di desiderare qualcosa che non conosco. Cosa?"
[...] " "E noi? Cosa ne sarà di noi?"
Non me la sonosentita di mentirle: "Noi, non siamo una specie protetta..." ho detto."

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