EDUARDO GALEANO - LAS PALABRAS ANDANTES
"Visto da vicino, nessuno è normale." (Caetano Veloso)
Finestra Sulla Parola II. -
"[...] Le storie si raccontano di notte, perchè di notte il sacro è reale; e chi sa raccontare racconta, sapendo che il nome è quella cosa che il nome nomina."
Finestra Sulla Parola III. -
"In lingua guaranì ne'è significa "parola" e significa anche "anima". Gli indigeni guaranì credono che coloro che mentono o abusano della parola, tradiscano l'anima."
Finestra Sulle Dittature Invisibili. -
"La madre che si sacrifica esercita la dittatura della dedizione.
L'amico sollecito esercita la dittatura del favore.
La carità esercita la dittatura del debito.
La libertà del mercato ti consente di accettare i prezzi che ti impongono.
La libertà d'opinione ti consente di ascoltare quelli che esprimono opinioni a tuo nome.
La libertà di scelta ti consente di scegliere il condimento con il quale sarai mangiato."
Finestra Sulla Parola IV. -
"Magda Lemonnier ritaglia parole dai giornali, parole di tutte le misure, e le conserva in alcune scatole.
Nella scatola rosa conserva le parole di rabbia. Nella scatola verde le parole d'amore. Nella scatola azzurra le parole neutrali. Nella scatola gialla le parole tristi. Nella scatola trasparente conserva le parole magiche.
Talvolta lei apre le scatole e le rovescia sul tavolo, affinchè le parole si mescolino a casaccio. Allora, le parole le raccontano quanto accade e le annunciano quanto accadrà."
Finestra Sulla Memoria I. -
"Sulle rive di un altro mare si ritira un altro vasaio negli anni della vecchiaia.
Gli si velano gli occhi, gli tremano le mani, è arrivata la sua ora. Allora si compie la cerimonia dell'iniziazione: il vasaio vecchio offre al vasaio giovane il suo pezzo migliore.
Così vuole la tradizione degli indigeni dell'America nordoccidentale: l'artista che se ne va, consegna il suo capolavoro all'artista che viene iniziato.
Il vasaio giovane non conserva quel vaso perfetto per contemplarlo e ammirarlo, ma lo butta per terra, lo rompe in mille pezzi, raccoglie i pezzetti e li incorpora alla sua argilla."
Finestra Sulla Memoria II. -
"Un rifugio? Un ventre? Un cappotto per nasconderti quando ti bagna la pioggia o ti punge il freddo o ti travolge il vento?
Abbiamo davanti a noi uno splendido passato?
Per i naviganti bisognosi di vento, la memoria è un punto di partenza."
Finestra Sull'Uomo Di Successo. -
"Non può guardare la luna senza calcolarne la distanza.
Non può guardare un albero senza calcolarne la legna.
Non può guardare un quadro senza calcolarne il prezzo.
Non può guardare un menù senza calcolarne le calorie.
Non può guardare un uomo senza calcolarne il vantaggio.
Non può guardare una donna senza calcolarne il rischio."
Finestra Sul Corpo. -
"La Chiesa dice: Il corpo è una colpa.
La scienza dice: Il corpo è una macchina.
La pubblicità dice: Il corpo è un affare.
Il Corpo dice: Io sono la festa."
Finestra Sullo Specchio. -
"Il sole brilla e porta via i resti dell'ombra che la notte ha lasciato.
[...] Tornillo cammina per le vie di Melo. In paese lo considerano pazzo. Lui porta in mano uno specchio e si guarda con la fronte aggrottata. Non distoglie lo sguardo dallo specchio.
"Che fai Tornillo?"
"Qui" dice "tengo il nemico sotto controllo."."
Finestra Sull'Errore. -
"Accadde nell'epoca delle notti lunghe e dei venti gelidi: una mattina fiorì il gelsomino del Cabo, nel giardino di casa mia, e l'aria fredda si impregnò del suo profumo, e quel giorno fiorì anche il ciliegio e le tartarughe si svegliarono.
Fu un errore e durò poco. Tuttavia, grazie all'errore, il gelsomino, il ciliegio e le tartarughe poterono credere che prima o poi l'inverno sarebbe finito. E anch'io."
Storia Della Passera Che Perse Una Zampa. -
"I suoi figli avevano già rotto le uova e si sporgevano gridando dal nido. La Tenquita volò a cercare loro del cibo. Era inverno a Colchagua e la neve le gelò una zampa.
La passera protestò: "Perchè mi hai lasciato zoppa?" E la neve:"Perchè il sole mi scioglie."
E la Tenquita si lamentò con il sole, e il sole: "Perchè la nebbia mi copre."
E la nebbia: "Perchè il vento mi disperde."
E il vento: "Perchè la parete mi ostacola."
E la parete: "Perchè il topo mi crivella."
E il topo: "Perchè il gatto mi mangia."
E il gatto: "Perchè il cane mi insegue."
E il cane: "Perchè il bastone mi picchia."
E il bastone: "Perchè il fuoco mi brucia."
E il fuoco: "Perchè l'acqua mi spegne."
E l'acqua: "Perchè la mucca mi beve."
E la mucca: "Perchè il coltello mi uccide."
E il coltello: "Perchè l'uomo mi affila."
E l'uomo: "Perchè Dio mi ha creato."
Procedendo a capitomboli, Tenquita, cantando, si mise alla ricerca di Dio. E Dio la ascoltò, e allora lei gli domandò perchè avesse creato l'uomo che affila il coltello che uccide la mucca che beve l'acqua che spegne il fuoco che brucia il bastone che picchia il cane che insegue il gatto che mangia il topo che crivella la parete che ostacola il vento che disperde la nebbia che copre il sole che scioglie la neve che le ha gelato la zampa.
"Ah, Tenquita" disse Dio. "Io ho dovuto creare l'uomo perchè l'uomo mi creasse."."
Finestra Su Una Donna III. -
"Nessuno potrà ammazzare quel tempo, mai nessuno potrà: neppure noi. Voglio dire: mentre ci sei tu, dovunque tu sia, o mentre ci sono io.
Dice il calendario che quel tempo, quel breve tempo, ormai non è più; ma questa notte il mio corpo nudo ti sta traspirando."
Finestra Sulla Parola VIII. -
"[...] Sa tacere la parola quando ormai non si trova più nel momento in cui è necessaria, nè nel luogo che ne ha bisogno?
E la bocca, sa morire?"
Finestra Sul Castigo. -
"Era Natale, e un signore svizzero aveva regalato un orologio svizzero al figlio minore.
Il bambino smontò l'orologio sul suo letto. E stava giocando con le lancette, il quadrante, il cristallo, il cerchio e tutti i piccoli ingranaggi, quando il padre lo scoprì e gli diede un sacco di legnate.
Fino ad allora, Nicole Rouan e suo fratello erano stati nemici. Da quel Natale, il primo Natale che lei ricordi, i due divennero per sempre amici.
Quel giorno, Nicole seppe che anche lei sarebbe stata castigata, nel corso degli anni, perchè invece di chiedere l'ora agli orologi del mondo, avrebbe sempre chiesto come sono all'interno."
Finestra Sulla Nuca. -
"Le cose sono padrone dei padroni delle cose e io non trovo il mio volto nello specchio. Parlo ciò che non dico. Sto ma non sono. E salgo su un treno che mi porta dove non vado, in un paese esiliato da me."
Storia Dell'Altro. -
"Lei prepara la colazione, come tutti i giorni. Come tutti i giorni, lei porta suo figlio a scuola. Come tutti i giorni.
Allora, lo vede. Lo vede all'angolo, riflesso in una pozzanghera, contro il marciapiede, e per poco non la schiaccia un camion.
Poi, lei se ne va al lavoro. E lo vede ancora, nella vetrata di un'osteriaccia e lo vede nella folla che l'entrata della metropolitana inghiotte e vomita.
Verso sera, suo marito la va a prendere. Entrambi si stanno dirigendo verso casa, taciturni, respirando il veleno dell'aria, quando lei lo vede ancora nel turbine delle strade: quel corpo, quel viso che senza parole domanda e chiama.
Da allora, lei lo vede con gli occhi aperti, in ogni cosa che guarda, e lo vede con gli occhi chiusi, in ogni cosa che pensa, e con i suoi occhi lo tocca.
Quest'uomo viene da un luogo che non è questo luogo e da un tempo che non è questo tempo. Lei, madre di, sposa di, è l'unica che lo vede, l'unica che può vederlo.
Lei ormai non ha più voglia di nessuno, voglia di niente, ma ogni volta che lui fa capolino e svanisce, lei sente un inevitabile bisogno di ridere e di piangere tutte le risa e tutto il pianto che ha ingoiato nel corso degli anni...risa pericolose, pianti proibiti, segreti nascosti in chissà quale meandro interiore.
E quando giunge la notte, mentre suo marito sta dormendo, lei gli gira le spalle e sogna di svegliarsi."
Finestra Sul Segno Invisibile. -
"Tutto possiede, tutti possediamo un volto e un segno.
[...] Questo è quanto credono i Maya. Credono che il segno, invisibile, è più volto del volto stesso.
Grazie al tuo segno sarai riconosciuto."
Finestra Sul Mare. -
"Non è ancorato a un posto.
Le montagne e gli alberi hanno il destino nelle radici, ma il mare è stato, come noi, condannato a vagabondare.
Aria marinaresca: noi, uomini della costa, siamo fatti di mare, oltre che di terra. E lo sappiamo bene, anche se non lo sappiamo, quando navighiamo tra le onde delle strade cittadine, di caffè in caffè, e attraverso la foschia viaggiamo verso il porto o verso il naufragio che questa notte ci riserva."
Finestra Sulla Paura. -
"La fame fa colazione con la paura.
La paura del silenzio stordisce le strade.
La paura minaccia:
Se amate, vi verrà l'AIDS. Se fumate, vi verrà il cancro. Se respirate, sarete contaminati. Se bevete, avrete un incidente. Se mangiate, vi salirà il colesterolo.
Se parlate, sarete disoccupati. Se camminate, sarete assaliti. Se pensate, vi verrà l'angoscia. Se dubitate, diventerete matti. Se siete sensibili, soffrirete la solitudine."
Finestra Sull'Arte II. -
"Io ero un ragazzo, quasi un bambino, e volevo disegnare. Barando sull'età, potei confondermi con gli studenti che disegnavano una modella nuda.
A lezione scarabocchiavo fogli, lottando per trovare linee e volumi. Quella donna nuda, che cambiava progressivamente posa, era una sfida per la mia mano maldestra e nulla più: come se fosse un vaso che respirava.
Una sera, però, alla fermata dell'autobus, la vidi per la prima volta vestita. Salendo sull'autobus, la gonna si sollevò e le scoprì l'inizio delle cosce. E allora il mio corpo prese fuoco."
Finestra Su Una Donna I. -
"Quella donna è una casa segreta.
Nei suoi meandri conserva voci e nasconde fantasmi.
Nelle notti d'inverno riscalda.
Chi entra in lei, dicono, non esce mai più.
Io attraverso il profondo fossato che la circonda. In quella casa verrò abitato. In lei mi aspetta il vino che mi berrà.
Molto dolcemente busso alla porta e aspetto."
Storia Di Un Giorno Al Caffè. -
"[...] A qualcosa dovrà pur servire questa mania di sognare e sperare.
[...] Bevo, fumo. Sono grato a questo silenzio che risuona nel caffè deserto. Alle finestre cala la notte. Tra i tavoli vuoti danzano magiche ombre."
Finestra Sulla Memoria III. -
"Chi nomina, chiama. E qualcuno accorre, senza avere preso appuntamento, senza spiegazioni, al luogo dove il suo nome, detto o pensato, lo sta chiamando.
Quando questo accade, si ha il diritto di credere che nessuno se ne va del tutto finchè non muoia la parola che, chiamandolo, lo fa ritornare."
Storia Del Secondo Avvento Di Gesù. -
"[...] "Se la bestia ti attacca, che farai? Pregherai? Ti rassegnerai a che si compia la volontà di Dio? Oppure ti arrampicherai su un albero? Al papà mio non piace che lo usino come alibi per la vigliaccheria o per la stupidità."
[...] "L'esilio è in voi e il regno pure!"
[...] "Loro mi odiano perchè credono di dovermi dei favori. Non si impara mai la lezione; papà mi aveva proibito di tornare. Lui non li vuole perchè sono quasi buoni; il Diavolo nemmeno, perchè sono quasi cattivi."
Storia Di Un Altro Giorno Al Caffè. -
"[...] Questo mi succede perchè non parlo. Se le parole ingrassassero, con tutte quelle che ingoio non ci starei nel mondo.
Lavoro alla giornata, faccio quello che mi capita, senza aprire mai bocca, e in silenzio trascorro il resto del tempo qui nel caffè; giorni senza divertimento, notti senza allegria, e in tal modo pesto i piedi nell'acqua, lasciando passi senza orme."
Finestra Sulla Città III. -
"Sono solo nella città straniera, non conosco nessuno e non capisco la lingua che parlano qui.
Ma qualcuno brilla, all'improvviso, in mezzo alla folla, così come all'improvviso brilla una parola perduta nella pagina o un piccolo pascolo nell'arida terra."
Finestra Sul Vuoto. -
"[...] In fin dei conti, siamo qui da quando la bellezza dell'universo ha avuto bisogno di essere vista da qualcuno."
"Visto da vicino, nessuno è normale." (Caetano Veloso)
Finestra Sulla Parola II. -
"[...] Le storie si raccontano di notte, perchè di notte il sacro è reale; e chi sa raccontare racconta, sapendo che il nome è quella cosa che il nome nomina."
Finestra Sulla Parola III. -
"In lingua guaranì ne'è significa "parola" e significa anche "anima". Gli indigeni guaranì credono che coloro che mentono o abusano della parola, tradiscano l'anima."
Finestra Sulle Dittature Invisibili. -
"La madre che si sacrifica esercita la dittatura della dedizione.
L'amico sollecito esercita la dittatura del favore.
La carità esercita la dittatura del debito.
La libertà del mercato ti consente di accettare i prezzi che ti impongono.
La libertà d'opinione ti consente di ascoltare quelli che esprimono opinioni a tuo nome.
La libertà di scelta ti consente di scegliere il condimento con il quale sarai mangiato."
Finestra Sulla Parola IV. -
"Magda Lemonnier ritaglia parole dai giornali, parole di tutte le misure, e le conserva in alcune scatole.
Nella scatola rosa conserva le parole di rabbia. Nella scatola verde le parole d'amore. Nella scatola azzurra le parole neutrali. Nella scatola gialla le parole tristi. Nella scatola trasparente conserva le parole magiche.
Talvolta lei apre le scatole e le rovescia sul tavolo, affinchè le parole si mescolino a casaccio. Allora, le parole le raccontano quanto accade e le annunciano quanto accadrà."
Finestra Sulla Memoria I. -
"Sulle rive di un altro mare si ritira un altro vasaio negli anni della vecchiaia.
Gli si velano gli occhi, gli tremano le mani, è arrivata la sua ora. Allora si compie la cerimonia dell'iniziazione: il vasaio vecchio offre al vasaio giovane il suo pezzo migliore.
Così vuole la tradizione degli indigeni dell'America nordoccidentale: l'artista che se ne va, consegna il suo capolavoro all'artista che viene iniziato.
Il vasaio giovane non conserva quel vaso perfetto per contemplarlo e ammirarlo, ma lo butta per terra, lo rompe in mille pezzi, raccoglie i pezzetti e li incorpora alla sua argilla."
Finestra Sulla Memoria II. -
"Un rifugio? Un ventre? Un cappotto per nasconderti quando ti bagna la pioggia o ti punge il freddo o ti travolge il vento?
Abbiamo davanti a noi uno splendido passato?
Per i naviganti bisognosi di vento, la memoria è un punto di partenza."
Finestra Sull'Uomo Di Successo. -
"Non può guardare la luna senza calcolarne la distanza.
Non può guardare un albero senza calcolarne la legna.
Non può guardare un quadro senza calcolarne il prezzo.
Non può guardare un menù senza calcolarne le calorie.
Non può guardare un uomo senza calcolarne il vantaggio.
Non può guardare una donna senza calcolarne il rischio."
Finestra Sul Corpo. -
"La Chiesa dice: Il corpo è una colpa.
La scienza dice: Il corpo è una macchina.
La pubblicità dice: Il corpo è un affare.
Il Corpo dice: Io sono la festa."
Finestra Sullo Specchio. -
"Il sole brilla e porta via i resti dell'ombra che la notte ha lasciato.
[...] Tornillo cammina per le vie di Melo. In paese lo considerano pazzo. Lui porta in mano uno specchio e si guarda con la fronte aggrottata. Non distoglie lo sguardo dallo specchio.
"Che fai Tornillo?"
"Qui" dice "tengo il nemico sotto controllo."."
Finestra Sull'Errore. -
"Accadde nell'epoca delle notti lunghe e dei venti gelidi: una mattina fiorì il gelsomino del Cabo, nel giardino di casa mia, e l'aria fredda si impregnò del suo profumo, e quel giorno fiorì anche il ciliegio e le tartarughe si svegliarono.
Fu un errore e durò poco. Tuttavia, grazie all'errore, il gelsomino, il ciliegio e le tartarughe poterono credere che prima o poi l'inverno sarebbe finito. E anch'io."
Storia Della Passera Che Perse Una Zampa. -
"I suoi figli avevano già rotto le uova e si sporgevano gridando dal nido. La Tenquita volò a cercare loro del cibo. Era inverno a Colchagua e la neve le gelò una zampa.
La passera protestò: "Perchè mi hai lasciato zoppa?" E la neve:"Perchè il sole mi scioglie."
E la Tenquita si lamentò con il sole, e il sole: "Perchè la nebbia mi copre."
E la nebbia: "Perchè il vento mi disperde."
E il vento: "Perchè la parete mi ostacola."
E la parete: "Perchè il topo mi crivella."
E il topo: "Perchè il gatto mi mangia."
E il gatto: "Perchè il cane mi insegue."
E il cane: "Perchè il bastone mi picchia."
E il bastone: "Perchè il fuoco mi brucia."
E il fuoco: "Perchè l'acqua mi spegne."
E l'acqua: "Perchè la mucca mi beve."
E la mucca: "Perchè il coltello mi uccide."
E il coltello: "Perchè l'uomo mi affila."
E l'uomo: "Perchè Dio mi ha creato."
Procedendo a capitomboli, Tenquita, cantando, si mise alla ricerca di Dio. E Dio la ascoltò, e allora lei gli domandò perchè avesse creato l'uomo che affila il coltello che uccide la mucca che beve l'acqua che spegne il fuoco che brucia il bastone che picchia il cane che insegue il gatto che mangia il topo che crivella la parete che ostacola il vento che disperde la nebbia che copre il sole che scioglie la neve che le ha gelato la zampa.
"Ah, Tenquita" disse Dio. "Io ho dovuto creare l'uomo perchè l'uomo mi creasse."."
Finestra Su Una Donna III. -
"Nessuno potrà ammazzare quel tempo, mai nessuno potrà: neppure noi. Voglio dire: mentre ci sei tu, dovunque tu sia, o mentre ci sono io.
Dice il calendario che quel tempo, quel breve tempo, ormai non è più; ma questa notte il mio corpo nudo ti sta traspirando."
Finestra Sulla Parola VIII. -
"[...] Sa tacere la parola quando ormai non si trova più nel momento in cui è necessaria, nè nel luogo che ne ha bisogno?
E la bocca, sa morire?"
Finestra Sul Castigo. -
"Era Natale, e un signore svizzero aveva regalato un orologio svizzero al figlio minore.
Il bambino smontò l'orologio sul suo letto. E stava giocando con le lancette, il quadrante, il cristallo, il cerchio e tutti i piccoli ingranaggi, quando il padre lo scoprì e gli diede un sacco di legnate.
Fino ad allora, Nicole Rouan e suo fratello erano stati nemici. Da quel Natale, il primo Natale che lei ricordi, i due divennero per sempre amici.
Quel giorno, Nicole seppe che anche lei sarebbe stata castigata, nel corso degli anni, perchè invece di chiedere l'ora agli orologi del mondo, avrebbe sempre chiesto come sono all'interno."
Finestra Sulla Nuca. -
"Le cose sono padrone dei padroni delle cose e io non trovo il mio volto nello specchio. Parlo ciò che non dico. Sto ma non sono. E salgo su un treno che mi porta dove non vado, in un paese esiliato da me."
Storia Dell'Altro. -
"Lei prepara la colazione, come tutti i giorni. Come tutti i giorni, lei porta suo figlio a scuola. Come tutti i giorni.
Allora, lo vede. Lo vede all'angolo, riflesso in una pozzanghera, contro il marciapiede, e per poco non la schiaccia un camion.
Poi, lei se ne va al lavoro. E lo vede ancora, nella vetrata di un'osteriaccia e lo vede nella folla che l'entrata della metropolitana inghiotte e vomita.
Verso sera, suo marito la va a prendere. Entrambi si stanno dirigendo verso casa, taciturni, respirando il veleno dell'aria, quando lei lo vede ancora nel turbine delle strade: quel corpo, quel viso che senza parole domanda e chiama.
Da allora, lei lo vede con gli occhi aperti, in ogni cosa che guarda, e lo vede con gli occhi chiusi, in ogni cosa che pensa, e con i suoi occhi lo tocca.
Quest'uomo viene da un luogo che non è questo luogo e da un tempo che non è questo tempo. Lei, madre di, sposa di, è l'unica che lo vede, l'unica che può vederlo.
Lei ormai non ha più voglia di nessuno, voglia di niente, ma ogni volta che lui fa capolino e svanisce, lei sente un inevitabile bisogno di ridere e di piangere tutte le risa e tutto il pianto che ha ingoiato nel corso degli anni...risa pericolose, pianti proibiti, segreti nascosti in chissà quale meandro interiore.
E quando giunge la notte, mentre suo marito sta dormendo, lei gli gira le spalle e sogna di svegliarsi."
Finestra Sul Segno Invisibile. -
"Tutto possiede, tutti possediamo un volto e un segno.
[...] Questo è quanto credono i Maya. Credono che il segno, invisibile, è più volto del volto stesso.
Grazie al tuo segno sarai riconosciuto."
Finestra Sul Mare. -
"Non è ancorato a un posto.
Le montagne e gli alberi hanno il destino nelle radici, ma il mare è stato, come noi, condannato a vagabondare.
Aria marinaresca: noi, uomini della costa, siamo fatti di mare, oltre che di terra. E lo sappiamo bene, anche se non lo sappiamo, quando navighiamo tra le onde delle strade cittadine, di caffè in caffè, e attraverso la foschia viaggiamo verso il porto o verso il naufragio che questa notte ci riserva."
Finestra Sulla Paura. -
"La fame fa colazione con la paura.
La paura del silenzio stordisce le strade.
La paura minaccia:
Se amate, vi verrà l'AIDS. Se fumate, vi verrà il cancro. Se respirate, sarete contaminati. Se bevete, avrete un incidente. Se mangiate, vi salirà il colesterolo.
Se parlate, sarete disoccupati. Se camminate, sarete assaliti. Se pensate, vi verrà l'angoscia. Se dubitate, diventerete matti. Se siete sensibili, soffrirete la solitudine."
Finestra Sull'Arte II. -
"Io ero un ragazzo, quasi un bambino, e volevo disegnare. Barando sull'età, potei confondermi con gli studenti che disegnavano una modella nuda.
A lezione scarabocchiavo fogli, lottando per trovare linee e volumi. Quella donna nuda, che cambiava progressivamente posa, era una sfida per la mia mano maldestra e nulla più: come se fosse un vaso che respirava.
Una sera, però, alla fermata dell'autobus, la vidi per la prima volta vestita. Salendo sull'autobus, la gonna si sollevò e le scoprì l'inizio delle cosce. E allora il mio corpo prese fuoco."
Finestra Su Una Donna I. -
"Quella donna è una casa segreta.
Nei suoi meandri conserva voci e nasconde fantasmi.
Nelle notti d'inverno riscalda.
Chi entra in lei, dicono, non esce mai più.
Io attraverso il profondo fossato che la circonda. In quella casa verrò abitato. In lei mi aspetta il vino che mi berrà.
Molto dolcemente busso alla porta e aspetto."
Storia Di Un Giorno Al Caffè. -
"[...] A qualcosa dovrà pur servire questa mania di sognare e sperare.
[...] Bevo, fumo. Sono grato a questo silenzio che risuona nel caffè deserto. Alle finestre cala la notte. Tra i tavoli vuoti danzano magiche ombre."
Finestra Sulla Memoria III. -
"Chi nomina, chiama. E qualcuno accorre, senza avere preso appuntamento, senza spiegazioni, al luogo dove il suo nome, detto o pensato, lo sta chiamando.
Quando questo accade, si ha il diritto di credere che nessuno se ne va del tutto finchè non muoia la parola che, chiamandolo, lo fa ritornare."
Storia Del Secondo Avvento Di Gesù. -
"[...] "Se la bestia ti attacca, che farai? Pregherai? Ti rassegnerai a che si compia la volontà di Dio? Oppure ti arrampicherai su un albero? Al papà mio non piace che lo usino come alibi per la vigliaccheria o per la stupidità."
[...] "L'esilio è in voi e il regno pure!"
[...] "Loro mi odiano perchè credono di dovermi dei favori. Non si impara mai la lezione; papà mi aveva proibito di tornare. Lui non li vuole perchè sono quasi buoni; il Diavolo nemmeno, perchè sono quasi cattivi."
Storia Di Un Altro Giorno Al Caffè. -
"[...] Questo mi succede perchè non parlo. Se le parole ingrassassero, con tutte quelle che ingoio non ci starei nel mondo.
Lavoro alla giornata, faccio quello che mi capita, senza aprire mai bocca, e in silenzio trascorro il resto del tempo qui nel caffè; giorni senza divertimento, notti senza allegria, e in tal modo pesto i piedi nell'acqua, lasciando passi senza orme."
Finestra Sulla Città III. -
"Sono solo nella città straniera, non conosco nessuno e non capisco la lingua che parlano qui.
Ma qualcuno brilla, all'improvviso, in mezzo alla folla, così come all'improvviso brilla una parola perduta nella pagina o un piccolo pascolo nell'arida terra."
Finestra Sul Vuoto. -
"[...] In fin dei conti, siamo qui da quando la bellezza dell'universo ha avuto bisogno di essere vista da qualcuno."

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