martedì 17 giugno 2008

"Sveglio è chi conosce con l'intelletto e con la coscienza se stesso."


HERMANN HESSE - NARCISO E BOCCADORO

"[...] Per noi uomini di scienza nulla è importante se non lo stabilire delle diversità: scienza significa arte di distinguere. Trovare ad esempio in ogni uomo le caratteristiche che lo distinguono dagli altri significa conoscerlo."

"[...] Non è il nostro compito quello d'avvicinarci, così come non s'avvicinano fra loro il sole e la luna, o il mare e la terra. Noi due, caro amico, siamo il sole e la luna, siamo il mare e la terra. La nostra mèta non è trasformarci l'uno nell'altro, ma di conoscerci l'un l'altro e di imparar a vedere ed a rispettare nell'altro ciò ch'egli è: il nostro opposto e il nostro complemento."

"[...] Devi abituarti, caro Boccadoro, a che io prenda sul serio soltanto te stesso. Credimi, io prendo sul serio ogni suono della tua voce, ogni gesto, ogni sorriso tuo. Ma i tuoi pensieri, li prendo meno sul serio. Prendo sul serio quello che riconosco in te di essenziale e di necessario.
Una parte dei tuoi pensieri li considero infantili. Un fanciullo intelligente non è di necessità più sciocco di un erudito. Ma se il fanciullo vuole parlare di scienza con l'erudito, questi non lo prende sul serio.
Io ti prendo sul serio quando sei Boccadoro. Ma tu non sei sempre Boccadoro. Io non mi auguro altro se non che tu divenga Boccadoro in tutto e per tutto. Tu non sei un erudito...per far un erudito basta una stoffa meno preziosa della tua. Tu credi che ti giudichi troppo poco erudito o troppo poco logico. No, per me sei troppo poco te stesso."

"[...] Vedi, c'è un punto solo in cui ti sono superiore: io sono sveglio, mentre tu lo sei soltanto a mezzo, anzi a volte dormi del tutto. Per me, sveglio è chi conosce con l'intelletto e con la coscienza se stesso, le proprie forze intime e irrazionali, i propri istinti e le proprie debolezze, e sa tenerne conto. Questo tu devi imparare. In te, Boccadoro, lo spirito e la natura, la coscienza e il mondo dei sogni sono lontanissimi fra loro. Hai dimenticato la tua infanzia, e dalle profondità della tua anima essa ti cerca. Ti farà soffrire finchè non le avrai dato ascolto..."

"[...] Le nature come la tua, dotate di sensi forti e delicati, gli ispirati, i sognatori, i poeti, gli amanti sono quasi sempre superiori a noi uomini di pensiero. La vostra origine è materna. Voi vivete nella pienezza, a voi è data la forza dell'amore e della esperienza viva. Noi spirituali, che pur sembriamo spesso guidarvi e dirigervi, non viviamo nella pienezza, viviamo nell'aridità. A voi appartiene la ricchezza della vita, a voi il succo dei frutti, a voi il giardino dell'amore, il bel paese dell'arte. La vostra patria è la terra, la nostra è l'idea. Il vostro pericolo è di affogare nel mondo dei sensi, il nostro è di asfissiare nel vuoto. Tu sei un artista, io un pensatore. Tu dormi sul petto della madre, io veglio nel deserto. A me splende il sole, a te la luna e le stelle..."

"[...] Lo spirito ama ciò che è saldo, formato, vuole poter essere sicuro dei suoi segni, ama ciò che è, non ciò che diviene, il reale e non il possibile. Lo spirito non può vivere nella natura, ma solo di fronte ad essa, come suo contrapposto."

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