PETER MAY - SETTE NOTTI DI SANGUE
[…] "Sa cos’è il DNA?
…E’ semplicemente un codice, una sequenza di geni che determina la natura di tutti gli esseri viventi: la loro sostanza, le loro caratteristiche. Supponiamo che lei coltivi pomodori e che vengano tutti distrutti da un certo tipo di bruco. Che cosa fa?"
"Non lo so…uccido i bruchi con un pesticida."
"Questo è quello che si fa da anni. Il problema è che il pesticida contamina gli alimenti e l’ambiente, e inoltre costa. Ma un giorno lei scopre che tra le patate che coltiva c’è una qualità che non viene mai attaccata dal bruco. E scopre che la spiegazione sta nel codice genetico della patata, in quanto contiene un gene che produce una sostanza velenosa per il bruco. Quindi, dice a questo punto il nostro simpatico ingegnere genetico, ecco la soluzione del problema dei pomodori! Si prende il gene che produce la sostanza velenosa nella patata e lo si inserisce nel DNA del pomodoro. Ecco fatto: si ottiene un pomodoro che i bruchi evitano come la peste.
…I suoi pomodori hanno un altro problema: maturano troppo in fretta. Appena raccolti, confezionati e spediti al mercato, cominciano già ad andare male. Allora arriva l’ingegnere genetico, adesso suo grande amico, e dice di aver identificato, nel DNA dei pomodori, il gene che li fa avvizzire e andare a male. Lui può togliere quel gene, modificarlo e rimetterlo a posto, in modo che i pomodori maturino più tardi sulla pianta e rimangano freschi per settimane o addirittura mesi. Problema risolto.
…Si pensa di avere appena creato un pomodoro perfetto: non viene attaccato dai bruchi, si conserva a lungo sugli scaffali dei negozi e permette di risparmiare una fortuna perché non si devono più acquistare pesticidi. Ma anche la tecnologia ha i suoi costi. La società da cui dipende l’ingegnere genetico ha speso miliardi per la ricerca e lo sviluppo e scarica questi costi su di te. E non sono costi una tantum perché il DNA modificato non si trasmette nei semi e così lei deve ricomprarli ogni anno. Poi scopre che, nel pomodoro, la sostanza velenosa della patata, innocua per l’uomo, si è combinata con un’altra sostanza creando qualcosa a cui sono allergiche migliaia di persone, alcune in modo grave, fino a morire. E poi il gene modificato ha sì rallentato il processo di maturazione e di invecchiamento dei pomodori, ma ne ha rovinato il sapore. Così, anche se i clienti non sono allergici ai suoi pomodori, il loro sapore non piace. E lei è rovinato.
…Ma non è ancora finita. Per trasferire questi geni, i genetisti hanno usato un MARKER, cioè un altro gene che non ha niente a che fare né con la patata né con il pomodoro e permette di verificare presto e facilmente i risultati del trasferimento di altri geni. Ma il MARKER è stato prelevato da un batterio che è appena risultato resistente a un antibiotico molto usato per curare alcune malattie mortali dell’uomo. E allora, cosa succede? Chi mangia i suddetti pomodori non muore per la reazione allergica, ma diventa resistente ad alcuni antibiotici e muore per malattie perfettamente curabili."
"Ma il pomodoro verrà senz’altro testato, no? Saranno individuati i problemi e la coltivazione verrà interrotta."
"Lei la pensa così, vero? Ma le società che hanno finanziato la ricerca e lo sviluppo vogliono avere un ritorno del loro investimento. E gli scienziati che vi hanno lavorato sono tanto arroganti da pensare che una tecnologia relativamente recente possa sostituire un equilibrio ecologico raggiunto dalla natura nei millenni. Quindi sono ben felici di ignorare o negare l’evidenza. Intendo dire, abbiamo già avuto una soia geneticamente modificata che provocava gravi reazioni allergiche. Poi è stata la volta di un batterio manipolato in modo da produrre grandi quantità di un integratore alimentare che, negli Stati Uniti, ha causato la morte di 37 persone e l’invalidità permanente di altre 1500. Colture che hanno subito modificazioni genetiche per diventare resistenti ai diserbanti e agli insetticidi possono trasmettere, mediante impollinazione crociata, questa resistenza creando delle ‘super erbacce’ che soffocano le colture invadendo tutto il terreno a disposizione. E poi sa che c’è?…Adesso prendono alcuni geni anche dagli animali e dai pesci e li inseriscono nelle piante: patate contenenti geni di gallina per aumentarne la resistenza alle malattie, ottime se sei vegetariano. Pomodori contenenti geni di sogliola per cercare di ridurre i danni della conservazione in frigorifero. In alcune colture hanno usato addirittura il gene che produce il veleno dello scorpione per creare un insetticida naturale.
…Attraverso l’introduzione di colture geneticamente modificate, gli scienziati stanno liberando nell’ambiente grandi quantità di batteri e di virus. E non hanno la minima idea dei possibili effetti a lungo termine di questa operazione. Probabilmente nel giro di dieci anni non ci sarà un solo alimentare che non sia stato trasformato e nessuno potrà farci niente. E sa qual è il motivo di tutto ciò? I soldi: tutta la ricerca scientifica è motivata dal profitto. Alla fine del millennio, la ricerca biotecnologica aveva un valore di circa 100miliardi di dollari. Dicono che è per il bene dell’umanità, per nutrire milioni di persone nel mondo. Ma non hanno la minima prova che, alla lunga, questa tecnologia possa diventare meno costosa o più produttiva. Quando hanno incontrato difficoltà a causa delle normative vigenti negli Stati Uniti, le grandi società biochimiche non hanno fatto altro che trasferire i loro progetti in altri paesi, come la Cina, in cui le norme che regolamentano l’introduzione di colture geneticamente modificate sono meno restrittivi o addirittura assenti. E sa una cosa interessante? Quando una di queste società sviluppa una coltura resistente ad un certo diserbante, indovini chi fabbrica il diserbante?"
"Proprio quella società?"
"Giusto. E, invece di ridurre la quantità di diserbante con cui inquiniamo il pianeta, saremo costretti a usarne sempre di più perché la coltura è resistente ad esso…E quei maledetti scienziati! Filantropi? Neanche per sogno! Farebbero qualsiasi cosa per continuare a ricevere i finanziamenti delle società biochimiche in modo da continuare a credersi padreterni. E non dia retta alla storiella che le nuove colture riducono i costi e aumentano i raccolti per nutrire il Terzo Mondo affamato. Ricorda il coltivatore di pomodori, che ogni anno deve comprare i semi nuovi? Be’, anche i contadini dei paesi poveri dovranno fare la stessa cosa. E da chi li compreranno? Naturalmente dalle società biochimiche, che ne controllano anche il prezzo.
…Come le ho detto, la tecnologia ha senz’altro i suoi lati positivi. Sono gli effetti sul lungo periodo a preoccuparmi, le conseguenze imprevedibili che ricadranno sui nostri figli e sui figli dei nostri figli."
[…] "Sa cos’è il DNA?
…E’ semplicemente un codice, una sequenza di geni che determina la natura di tutti gli esseri viventi: la loro sostanza, le loro caratteristiche. Supponiamo che lei coltivi pomodori e che vengano tutti distrutti da un certo tipo di bruco. Che cosa fa?"
"Non lo so…uccido i bruchi con un pesticida."
"Questo è quello che si fa da anni. Il problema è che il pesticida contamina gli alimenti e l’ambiente, e inoltre costa. Ma un giorno lei scopre che tra le patate che coltiva c’è una qualità che non viene mai attaccata dal bruco. E scopre che la spiegazione sta nel codice genetico della patata, in quanto contiene un gene che produce una sostanza velenosa per il bruco. Quindi, dice a questo punto il nostro simpatico ingegnere genetico, ecco la soluzione del problema dei pomodori! Si prende il gene che produce la sostanza velenosa nella patata e lo si inserisce nel DNA del pomodoro. Ecco fatto: si ottiene un pomodoro che i bruchi evitano come la peste.
…I suoi pomodori hanno un altro problema: maturano troppo in fretta. Appena raccolti, confezionati e spediti al mercato, cominciano già ad andare male. Allora arriva l’ingegnere genetico, adesso suo grande amico, e dice di aver identificato, nel DNA dei pomodori, il gene che li fa avvizzire e andare a male. Lui può togliere quel gene, modificarlo e rimetterlo a posto, in modo che i pomodori maturino più tardi sulla pianta e rimangano freschi per settimane o addirittura mesi. Problema risolto.
…Si pensa di avere appena creato un pomodoro perfetto: non viene attaccato dai bruchi, si conserva a lungo sugli scaffali dei negozi e permette di risparmiare una fortuna perché non si devono più acquistare pesticidi. Ma anche la tecnologia ha i suoi costi. La società da cui dipende l’ingegnere genetico ha speso miliardi per la ricerca e lo sviluppo e scarica questi costi su di te. E non sono costi una tantum perché il DNA modificato non si trasmette nei semi e così lei deve ricomprarli ogni anno. Poi scopre che, nel pomodoro, la sostanza velenosa della patata, innocua per l’uomo, si è combinata con un’altra sostanza creando qualcosa a cui sono allergiche migliaia di persone, alcune in modo grave, fino a morire. E poi il gene modificato ha sì rallentato il processo di maturazione e di invecchiamento dei pomodori, ma ne ha rovinato il sapore. Così, anche se i clienti non sono allergici ai suoi pomodori, il loro sapore non piace. E lei è rovinato.
…Ma non è ancora finita. Per trasferire questi geni, i genetisti hanno usato un MARKER, cioè un altro gene che non ha niente a che fare né con la patata né con il pomodoro e permette di verificare presto e facilmente i risultati del trasferimento di altri geni. Ma il MARKER è stato prelevato da un batterio che è appena risultato resistente a un antibiotico molto usato per curare alcune malattie mortali dell’uomo. E allora, cosa succede? Chi mangia i suddetti pomodori non muore per la reazione allergica, ma diventa resistente ad alcuni antibiotici e muore per malattie perfettamente curabili."
"Ma il pomodoro verrà senz’altro testato, no? Saranno individuati i problemi e la coltivazione verrà interrotta."
"Lei la pensa così, vero? Ma le società che hanno finanziato la ricerca e lo sviluppo vogliono avere un ritorno del loro investimento. E gli scienziati che vi hanno lavorato sono tanto arroganti da pensare che una tecnologia relativamente recente possa sostituire un equilibrio ecologico raggiunto dalla natura nei millenni. Quindi sono ben felici di ignorare o negare l’evidenza. Intendo dire, abbiamo già avuto una soia geneticamente modificata che provocava gravi reazioni allergiche. Poi è stata la volta di un batterio manipolato in modo da produrre grandi quantità di un integratore alimentare che, negli Stati Uniti, ha causato la morte di 37 persone e l’invalidità permanente di altre 1500. Colture che hanno subito modificazioni genetiche per diventare resistenti ai diserbanti e agli insetticidi possono trasmettere, mediante impollinazione crociata, questa resistenza creando delle ‘super erbacce’ che soffocano le colture invadendo tutto il terreno a disposizione. E poi sa che c’è?…Adesso prendono alcuni geni anche dagli animali e dai pesci e li inseriscono nelle piante: patate contenenti geni di gallina per aumentarne la resistenza alle malattie, ottime se sei vegetariano. Pomodori contenenti geni di sogliola per cercare di ridurre i danni della conservazione in frigorifero. In alcune colture hanno usato addirittura il gene che produce il veleno dello scorpione per creare un insetticida naturale.
…Attraverso l’introduzione di colture geneticamente modificate, gli scienziati stanno liberando nell’ambiente grandi quantità di batteri e di virus. E non hanno la minima idea dei possibili effetti a lungo termine di questa operazione. Probabilmente nel giro di dieci anni non ci sarà un solo alimentare che non sia stato trasformato e nessuno potrà farci niente. E sa qual è il motivo di tutto ciò? I soldi: tutta la ricerca scientifica è motivata dal profitto. Alla fine del millennio, la ricerca biotecnologica aveva un valore di circa 100miliardi di dollari. Dicono che è per il bene dell’umanità, per nutrire milioni di persone nel mondo. Ma non hanno la minima prova che, alla lunga, questa tecnologia possa diventare meno costosa o più produttiva. Quando hanno incontrato difficoltà a causa delle normative vigenti negli Stati Uniti, le grandi società biochimiche non hanno fatto altro che trasferire i loro progetti in altri paesi, come la Cina, in cui le norme che regolamentano l’introduzione di colture geneticamente modificate sono meno restrittivi o addirittura assenti. E sa una cosa interessante? Quando una di queste società sviluppa una coltura resistente ad un certo diserbante, indovini chi fabbrica il diserbante?"
"Proprio quella società?"
"Giusto. E, invece di ridurre la quantità di diserbante con cui inquiniamo il pianeta, saremo costretti a usarne sempre di più perché la coltura è resistente ad esso…E quei maledetti scienziati! Filantropi? Neanche per sogno! Farebbero qualsiasi cosa per continuare a ricevere i finanziamenti delle società biochimiche in modo da continuare a credersi padreterni. E non dia retta alla storiella che le nuove colture riducono i costi e aumentano i raccolti per nutrire il Terzo Mondo affamato. Ricorda il coltivatore di pomodori, che ogni anno deve comprare i semi nuovi? Be’, anche i contadini dei paesi poveri dovranno fare la stessa cosa. E da chi li compreranno? Naturalmente dalle società biochimiche, che ne controllano anche il prezzo.
…Come le ho detto, la tecnologia ha senz’altro i suoi lati positivi. Sono gli effetti sul lungo periodo a preoccuparmi, le conseguenze imprevedibili che ricadranno sui nostri figli e sui figli dei nostri figli."

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