giovedì 29 settembre 2011

Ossessione

STEPHEN KING - OSSESSIONE
 
...C'è un Mr. Hyde per ogni simpatica faccia di Jekyll, un volto scuro dall'altra parte dello specchio. Il cervello dietro a quel volto non ha mai sentito parlare di rasoi, di preghiere o della logica dell'universo. Metti lo specchio di traverso e vedi la tua faccia riflessa in una distorsione sinistra e sinistrorsa, per metà matta e per metà sana.

E' una logica che divora se stessa. Dice che la vita è un gioco ai quattro cantoni, dice che la vita rotola con la stessa isterica casualità della monetina che si lancia per chi deve offrire da bere. Nessuno va a guardare quell'altro lato se proprio non c'è costretto. [...] E' una roulette, ma non è dignitoso mettersi a frignare che la ruota è truccata. Puoi immaginartela con tutti i numeri che ti pare, che tanto il principio di quella pallina bianca non cambia mai.

Forse è solo lo spirito della massa. Dare addosso all'individuo. [...] La massa è sempre pronta a far fuori lo strano, il diverso, il mutante.

Se ti soffermi a pensarci, questo concetto della comprensione ha un gusto vagamente arcaico, come il suono di lingue dimenticate o un'occhiata in una camera obscura vittoriana. A noialtri americani riesce molto più facile semplicemente capire che comprendere. E' così che leggiamo i cartelloni pubblicitari filando in autostrada. Per comprendere, bisogna spalancare le fauci fino a farsi scricchiolare i tendini. Limitandoci a capire, riusciamo a trovare appagamento in qualsiasi espositore di libri tascabili in qualunque stazione americana.

Gli diedi uno spintone. La sensazione che stavo vivendo era di essere fuori di me ed era la prima volta che mi sentivo così. Come se al posto di guida ci fosse qualcun altro, un altro io. Io ero solo un ospite, seduto di fianco a me stesso.

Mi rialzai. Piangevo ancora. Non riuscivo a fermarmi. Mi stavano guardando tutti con quei buffi occhi da cagnone che fanno i ragazzini quando si trovano ad essere testimoni di un'esagerazione e vedevo bene che non volevano guardarmi piangere. Infatti abbassarono tutti gli occhi e cominciarono a contemplarsi i piedi per verificare che ci fossero ancora. Altri si voltarono per assicurarsi che nessuno si fosse fregato la staccionata. Altri ancora allungarono lo sguardo verso la piscina della casa accanto, giusto in caso qualcuno stesse annegando e ci fosse bisogno di una tempestiva operazione di soccorso.

In un ragazzo o una ragazza l'intelligenza è una specie di fregatura genetica. In un giovane intelligente la minima anomalia è subito visibile, ma se è tutto in regola non è più difficile da capire di una radice quadrata.

Con un po' di sorpresa mi sono accorto che era adirata e che proprio per quello si sentiva confusa. L'ira è un'emozione con la quale un adolescente programmato ha difficoltà a venire a patti.

D'altra parte, quando si abbandona la strada maestra, bisogna prepararsi ad incontrare cose bizzarre. "Come fa la gente a sapere di essere reale?".

Allora mi accadde una cosa strana...solo che, quando ci penso, non mi sembra più così strana. Ci deve essere una linea dentro ciascuno di noi, una linea netta di demarcazione, come quella che divide la faccia in luce di un pianeta da quella in ombra. Credo che chiamino quella linea terminatore, e mi sembra un'ottima definizione, perchè fino ad un certo momento ero tutto in subbuglio e un attimo dopo mi sono sentito freddo come una notte d'inverno.

Quando hai cinque anni e ti fai male, lo fai sapere a tutto il mondo. A dieci ti limiti a piagnucolare. Ora che arrivia a quindici, hai già cominciato a mangiare le mele avvelenate che crescono sul tuo interiore albero del dolore. E' questa l'Edificazione secondo la filosofia occidentale. Cominci a ficcarti il pugno in bocca per soffocare le urla. Sanguini solo dentro...

Mi sono sempre chiesto che effetto facesse trovarsi in mezzo ad una di quelle folle a gridare senza sentire la propria voce, privato momentaneamente di ogni individualità, smarrito nella cieca empatia dell'esuberante, rabbiosa anticipazione della folla, gomito a gomito e spalla a spalla con tutti e nessuno.

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