sabato 13 giugno 2009

Memorie di un'adolescente (3za parte)


PAULO COELHO - SULLA SPONDA DEL FIUME PIEDRA MI SONO SEDUTA E HO PIANTO

'Avrei potuto': non riusciremo mai a comprendere il significato di questa frase.
Perché in ogni momento della nostra vita ci sono cose che sarebbero potute accadere, ma che alla fine non sono avvenute. Ci sono istanti magici che passano inosservati quando, all'improvviso, la mano del destino muta il nostro universo.

Per la vita non è diverso: ci coglie alla sprovvista e ci obbliga ad incamminarci verso l'ignoto quando noi non lo vogliamo, quando non ne abbiamo bisogno.

'Che cos'è l'Altro?'
'L'Altro è colui che mi hanno insegnato a essere, ma che non sono io. L'Altro crede che sia obbligo degli uomini trascorrere la vita pensando al modo di accumulare denaro per non morire di fame da vecchi. Tanto pensa e tanto progetta che, alla fine, scopre di essere vivo solo quando i suoi giorni sulla terra stanno volgendo al termine. Ma allora è troppo tardi.'
'E tu, chi sei?'
'Io sono uno che si meraviglia davanti al mistero della vita, che prova gioia ed entusiasmo per ciò che fa. Solo che l'Altro, per paura di deludere, non mi lasciava agire.'
'Ma la sofferenza esiste...'
'Esistono le sconfitte. Ma nessuno può sfuggirvi. Perciò è meglio perdere alcuni combattimenti nella lotta per i propri sogni, piuttosto che essere sconfitto senza neppure conoscere il motivo per cui stai lottando.'

'...Purché tu possa ritrovare te stesso nel luogo che sceglierai. Un regno diviso non può resistere agli assalti dell'avversario. Così un essere umano diviso non può far fronte alla vita con dignità.'

'...Le montagne sono belle. Chiunque arrivi davanti alle montagne, non può fare a meno di pensare alla grandiosità della creazione. Ma il destino di queste montagne è solo quello di rendere una testimonianza. Non sono come i fiumi, che si muovono e trasformano il paesaggio.'
'Ma per quale motivo non essere come loro? Per quale motivo non tentare di essere come queste montagne: sagge, antiche e al posto giusto? Noi nasciamo, soffriamo, moriamo, e le montagne sono sempre lì.'
'Forse perché il destino delle montagne deve essere terribile. Sono obbligate a contemplare per sempre lo stesso paesaggio.'

'Rompi questo bicchiere, per favore, e liberaci da questi maledetti preconcetti, dalla mania che sia necessario spiegare tutto e fare solo quello che gli altri approvano.'

Forse era molto faticoso essere diversa. L'essere umano è condannato a ripetere i passi della generazione precedente, finché un certo numero di individui comincia a comportarsi in maniera diversa. Il mondo allora cambia, e noi mutiamo con esso.

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