domenica 7 febbraio 2010

Un vero ZOMBIE sarebbe mio per l'eternità. Uno ZOMBIE non giudicherebbe mai.


JOYCE CAROL OATES - ZOMBIE

Mi chiamo Q_ P_ & ho trentun anni & tre mesi. Altezza un metro & settantotto, peso sessantasette chili.

Occhi castani, capelli castani. Corporatura media. Lentiggini su braccia & schiena. Astigmatico da entrambi gli occhi, obbligo di guida con lenti.
Segni particolari: nessuno.
A pensarci però ho delle cicatrici leggere come un groviglio di lombrichi sulle ginocchia. Mi dicono che le ho da quando sono caduto in bicicletta, ero molto piccolo. Non contraddico nessuno però io non me lo ricordo.
Non contraddico mai nessuno. Sono sempre d'accordo ogni volta che qualcuno mi amministra parole sagge. Ogni volta che vedo muoversi quelle bocche a culo di gallina io dico SISSIGNORE & NOSSIGNORA io dico. Occhi timidi. Porto occhiali con la montatura di plastica del colore della pelle vista attraverso la plastica.
Pelle da bianco cioè. Bianchi entrambi i rami della famiglia a risalire fino all'alba dell'uomo per quanto mi sia dato sapere.
Il mio Q.I. l'ultima volta che ho fatto il test: 112. La volta precedente: 107. Al liceo: 121.
Nato a Mt. Vernon, Michigan. 11 febbraio 1963. Scuola statale a Dale Sprìngs. Liceo di Dale Springs, diplomato nella classe del 1981. Q_ P_ si è diplomato quarantaquattresimo su centodiciotto del suo corso. Mai vinta una borsa di studio universitaria. Mai fatto parte di squadre sportive, redazioni di giornali scolastici o annuari del liceo ecc. Voti migliori in matematica tranne l'ultimo anno di liceo quando ho cannato analisi.
Vado dal mio funzionario per la libertà vigilata Signor T_ ogni due giovedì alle dieci, in centro a Mt. Vernon. Vado dal mio analista Dott. E_ il lunedì alle quattro al Centro Medico Universitario. Terapia di gruppo con il Dott. B_ il martedì alle sette di sera.
Non sto andando molto bene, mi sa. O forse me la cavo OK. Lo so che quelli scrivono dei rapporti periodici. Ma non mi è permesso vederli. Sono
convinto che se fra loro ci fosse una donna me la caverei meglio. Le donne ci credono a quello che dici, non ti tengono sempre gli occhi addosso. GUARDARE LA GENTE NEGLI OCCHI È SEMPRE STATA LA MIA ROVINA.
Il Signor T_ snocciola domande come un nastro registrato. SISSIGNORE gli rispondo NOSSIGNORE. Ho un lavoro. Adesso anche a tempo pieno. Il Dott. E_ è quello che mi prescrive le medicine. Mi fa domande per spingermi a parlare. Ho sempre la lingua ingarbugliata. Il Dott. B_ butta lì qualche domanda, come dice lui, per far venire voglia alla gente di chiacchierare. Sono tutti maestri nel dire cazzate. Li ammiro molto. Me ne sto seduto con i vestiti addosso a guardarmi le scarpe. Ho un corpo che è tutto una lingua ingarbugliata.
Ho un furgone Ford che uso per andare dappertutto. È un modello del 1987 color sabbia bagnata. Ormai non è più nuovo di pacca però è fedele. Passa davanti agli occhi della gente come se attraversasse invisibile un muro. Sul lunotto posteriore c'è una bandiera americana autoadesiva grande come una bandiera vera.
Sul paraurti ho un adesivo che dice USO I FRENI PER SALVARE GLI ANIMALI. Ho sempre pensato che è una buona idea avere un adesivo sul paraurti.

È stato cinque anni fa che mi è venuta l'idea di creare uno ZOMBIE da usare per il mio piacere, un'idea come un fulmine che mi ha cambiato la vita.
Dio! In certi momenti irripetibili sembra di sentire le cariche elettriche dei neuroni nei lobi prefrontali che si spostano & si allineano in una direzione nuova come trucioli di ferro attirati dalla calamita.
La Terra subisce un bombardamento continuo di particelle cosmiche ad alta velocità stava spiegando una voce. Una voce amplificata.
Un'aula per seminari immersa nella penombra, all'Università. Non sapevo come c'ero arrivato. Non ricordavo neanche di esserci entrato, in quell'aula...C'era una specie di ronzio & un senso di vibrazione. Come capita quando si sente il pavimento che si inclina o la Terra che si agita sotto i piedi. Gli studenti del Professor R_ P_ erano tutti occupati a prendere appunti & io li guardavo con quelle spalle & quelle teste curve sui banchi & mi era venuto in mente di colpo che praticamente tutti quanti sarebbero stati degli ottimi candidati per farne ZOMBIE.
Se non che: c'era bisogno di una persona giovane & in salute, di sesso maschile. Di una determinata altezza, peso & corporatura ecc. C'era bisogno di un uomo «forte» & «vigoroso». & ben dotato, anche.
Ma gli studenti universitari mi sono proibiti. Dopo quell'incidente dovuto all'ignoranza che per fortuna di Q_ P_ non ha avuto conseguenze. Dietro il dormitorio era buio & il ragazzino era piegato in due a vomitare & tossire & quando aveva alzato gli occhi nel sentirmi gli avevo pestato il piede di porco sull'orecchio prima che riuscisse a vedermi in faccia per cui tutto OK. Avevo addosso il mio giaccone di tela col cappuccio & non c'erano testimoni, ma lo stesso mi sono lasciato prendere dal panico & sono scappato, cosa che adesso con l'esperienza che ho non farei mai. Ma era meglio così. Avevo imparato una lezione.
& poi a Ypsilanti talmente tanto tempo fa che non me lo ricordo quasi ero arrivato più o meno alla stessa conclusione. Il punto è questo: la scomparsa di qualsiasi studente universitario (tranne gli stranieri che sono a migliaia di chilometri da casa) verrebbe notata immediatamente. Le famiglie ci tengono, a loro. & gli studenti universitari hanno tutti famiglia.
Un candidato più sicuro per farne uno ZOMBIE poteva essere qualcuno che veniva da fuori città. Magari un autostoppista o un vagabondo o un tossico (purché in buone condizioni & non emaciato & non sieropositivo). O magari dai casermoni popolari per neri nel centro. Qualcuno di cui non frega un cazzo a nessuno. Qualcuno che non doveva neanche nascere.
Ero uscito dall'aula mentre la voce proseguiva nella sua cantilena & mi ero diretto alla biblioteca del dipartimento di psicologia per consultare i libri alla voce LOBOTOMIA.

Un vero ZOMBIE sarebbe mio per l'eternità. Obbedirebbe a ogni mio ordine & esaudirebbe ogni mio capriccio. Direbbe «Sì, Padrone» & «No, Padrone». & così per sempre nei secoli dei secoli. Perché un vero ZOMBIE non sarebbe mai in grado di dire qualcosa che non è, solo ciò che è. Avrebbe sempre gli occhi aperti & vigili ma gli mancherebbe dentro qualcosa che vede. O pensa. O giudica.
Proprio come voi che mi osservate (credete forse che non sappia benissimo che siete tutti impegnati a osservare Q_ P_? che prendete nota di tutto quello che fa Q_ P_? che passate il tempo a parlare di Q_ P_?) & pensate pensieri segreti & ORA & SEMPRE NEI SECOLI DEI SECOLI GIUDICATE.
Uno ZOMBIE non giudicherebbe mai.

-------------------------------------------

Quentin P. è un enigma per i suoi genitori, anche se naturalmente non credono affatto all'accusa di molestie sessuali mossa nei suoi confronti.

Quentin P. è un enigma anche per il suo psichiatra, che comunque lo incoraggia apprezzando le potenzialità sempre più positive dei suoi sogni, di cui parla tanto apertamente.
Per la nonna, poi, Quentin è solo un ragazzo dolcissimo, cui è impossibile dire di no.
Ma Quentin P., in realtà, è il più terrificante e credibile psicopatico assassino che sia mai stato messo su pagina...

Nessun commento:

Posta un commento