DAVID MITCHELL - CLOUD ATLAS
IL DIARIO DAL PACIFICO DI ADAM EWING
Che il globo terracqueo ospitasse altre terre, calcate da altri piedi, i moriori non lo sospettavano minimamente. In effetti, la loro lingua non contempla la parola "razza" e moriori significa semplicemente "gente". [...] L'antica pretesa d' originalità di Rekohu, tuttavia, risiede nel suo eccezionale credo pacifico. Da tempo immemorabile, la casta sacerdotale dei moriori aveva decretato che chiunque avesse versato sangue umano avrebbe ucciso il proprio mana, sinonimo di onore, valore, posizione sociale e anima. Nessuno moriori avrebbe più ospitato, sfamato, considerato o persino guardato la persona non grata. [...] La guerra era un concetto tanto alieno per i moriori, quanto il telescopio per i pigmei. La Pace, non uno iato tra due guerre, ma millenni di intramontabile pace, ha governato queste vaste isole. [...] Se colpita ripetutamente, la pace, come il vetro, mostra tutta la sua fragilità. [...] La pace, per quanto preziosa agli occhi di Nostro Signore, è virtù cardinale solo se i vicini condividono la nostra stessa coscienza.
Molteplici verità quanti sono gli uomini. Di quando in quando, mi è dato scorgere di lontano una Verità più vera, nascosta tra imperfetti simulacri di se stessa, ma se faccio tanto d'avvicinarmi, questa si agita, sprofondando ancor più nell'insidiosa palude del dissidio.
La mente ha orrore del vuoto ed è sua abitudine popolarlo di fantasmi.
Boerhaave, come tutti i prepotenti e i tiranni, trasforma in motivo di vanto l'odiosità che lo rende infame.
Non ho confessato le vere ragioni del mio gesto, ma ho domandato come mai durante la fustigazione mi avesse sorriso. "Dolore è forte, sì, ma occhi di amico, più forti." Gli ho detto che lui non sa niente di me, nè io so niente di lui. Si è sfiorato gli occhi e ha indicato i miei, come se quel semplice gesto fosse un'ampia spiegazione.
"Vicenda rischiosa" mi ha messo in guardia Mr. Roderick. "L'unica legge sulla Prophetess è l'Umore del Vecchio." Un'altra legge chiamata "Coscienza" viene osservata lex loci ogniqualvolta Dio vede, ho risposto io.
Il giovane si è presentato come Wagstaff e mi ha spiegato che chi parlava dal pulpito era "il preside della Scuola di Fumo di Nazareth".
Ho confessato la mia ignoranza sull'esistenza di una tale accademia.
"Un'idea di Padre Upward, della missione di Tahiti. Dovete capire, signore, che il polinesiano medio respinge il lavoro perchè non ha motivo di attribuire valore ai soldi. 'Se io fame', dice lui, 'raccolgo qualcosa o caccio qualcosa'. Se io freddo, dico donna 'Tessi!'. Mani oziose, Mr Ewing! E sappiamo tutti che genere di impiego il Diavolo trovi per simili mani. Ma instillando in quei bastardi scansafatiche una leggera dipendenza da questa foglia innocua, diamo loro un incentivo a guadagnare in modo da potersi comprare il tabacco - niente liquori, badate bene, solo tabacco - presso la bottega della Missione. Ingegnoso, non trovate?"
"Uno pensa che i selvaggi ci siano grati. Voglio dire, li educhiamo, li curiamo, offriamo loro un lavoro e vita eterna! Oh, dicono 'Prego, signore' e 'Grazie, signore' con una certa grazia, ma è tutta una finta".
Se imbottigliato, il disprezzo di Mrs Wagstaff per il giovane marito poteva essere venduto come veleno per topi.
"A ben guardare, un 'teorema' appare eccessivo laddove è sufficiente una semplice legge."
"E quale sarebbe questa legge?"
"Una legge che recita che 'I deboli sono cibo per i forti'."
"Ma la vostra semplice legge non risponde alla questione di fondo, 'Perchè le razze bianche dominano sul resto del mondo?' "
Henry ha ridacchiato, ha caricato un moschetto immaginario, ha finto di prendere la mira, ha strizzato l'occhio, e infine ha stupito i presenti con un "Bang! Bang! Bang! Vedete? Beccato prima che aprisse bocca!". Henry ha stretto le spalle. "Dov'è il mistero?"
Il predicatore Horrox aveva perso il buonumore. "Volete dunque insinuare che le razze bianche dominano il mondo non per volontà divina, ma grazie al moschetto? Ma una simile affermazione è lo stesso interrogativo di prima camuffato sotto altre spoglie! Perchè mai il moschetto è stato consegnato all'uomo bianco e non, diciamo, all'esquimese o al pigmeo, se non per nobile volontà dell'Onnipotente?"
Henry ha replicato. "Le nostre armi non sono piovute dal cielo in un bel giorno di primavera. Non è la manna sul Sinai. Da Agincourt in poi, l'uomo bianco ha raffinato e approfondito la scienza della polvere da sparo affinchè i nostri moderni eserciti potessero imbracciare decine di migliaia di moschetti! 'Aha!' direte voi, sì, 'Ma perchè noi ariani? Perchè non gli unipedi dell'Ur o le mandragole delle Mauritius?' Perchè, mio caro predicatore, tra tutte le razze della Terra, la nostra brama - o meglio, la nostra rapacità - di tesori, di oro, di spezie e di dominio (oh, soprattutto, di dolcissimo dominio) è la più profonda, la più insaziabile e quella maggiormente priva di scrupoli! E' questa rapacità ad alimentare il nostro Progresso; se con finalità divine o infernali non mi è dato sapere. Nè lo potete sapere voi, signore. Nè io bramo saperlo. Provo unicamente sollievo all'idea che il Creatore mi abbia scaraventato dalla parte dei vincenti." [...] " 'Perchè girare attorno alla semplice verità? Noi sterminiamo le razze più scure per impossessarci delle loro terre e delle loro ricchezze. I lupi non stanno seduti nelle caverne a elaborare oziose teorie razziali per giustificare il fatto che divorano un gregge di pecore! "Onestà intellettuale"? La vera "onestà intellettuale" sarebbe farla finita con queste foglie si fico e ammettere che tutte le popolazioni sono predatrici, ma che i predatori bianchi, con il loro binomio mortale di malattie e armi da fuoco, sono par excellence campioni di rapacità, e allora?"
Le recenti avventure mi hanno spinto a riflettere molto; specie di notte, quando percepisco solo quel flusso tumultuoso che tramuta eternamente i massi in ciotoli. I miei pensieri scorrono così.
Gli eruditi individuano nella storia certi percorsi e li trasformano in leggi che regolano l'ascesa e la caduta delle civiltà. La mia filosofia segue il procedimento inverso. Ovvero: la storia non ammette leggi; solo esiti. Da cosa sono determinati gli esiti? Dalle azioni malvage e dalle azioni virtuose. [...] Un bel giorno, questo mondo dominato interamente da predatori andrà incontro all'autodistruzione. Nel singolo, l'egoismo abbruttisce l'anima; nella specie umana, egoismo significa estinzione.
E' forse questa l'entropia inscritta nella nostra natura? Se noi ci convinciamo che l'umanità può realmente trascendere artigli e zanne, se ci convinciamo che razze e religioni diverse possono convivere in pace sulla terra, se ci convinciamo che i governanti devono essere onesti , che la violenza deve essere arginata, che il potere deve essere responsabile e che le ricchezze della Terra e dei suoi oceani devono essere suddivise equamente tra tutti, questo mondo nascerà davvero. Non mi illudo. E' il più difficile dei mondi possibili.
Una vita spesa a plasmare un mondo che io sia felice di consegnare a Jackson, anzichè un mondo che io debba aver timore di passargli. Ecco, a mio avviso, una vita degna di essere vissuta. [...] Sento già la voce di mio suocero. "Ingenuo di un sognatore, Adam. Quando esalerai l'ultimo respiro capirai che la tua vita altro non è stata che una piccola goccia in un oceano sconfinato!" Ma cos'è l'oceano se non una moltitudine di gocce?
IL DIARIO DAL PACIFICO DI ADAM EWING
Che il globo terracqueo ospitasse altre terre, calcate da altri piedi, i moriori non lo sospettavano minimamente. In effetti, la loro lingua non contempla la parola "razza" e moriori significa semplicemente "gente". [...] L'antica pretesa d' originalità di Rekohu, tuttavia, risiede nel suo eccezionale credo pacifico. Da tempo immemorabile, la casta sacerdotale dei moriori aveva decretato che chiunque avesse versato sangue umano avrebbe ucciso il proprio mana, sinonimo di onore, valore, posizione sociale e anima. Nessuno moriori avrebbe più ospitato, sfamato, considerato o persino guardato la persona non grata. [...] La guerra era un concetto tanto alieno per i moriori, quanto il telescopio per i pigmei. La Pace, non uno iato tra due guerre, ma millenni di intramontabile pace, ha governato queste vaste isole. [...] Se colpita ripetutamente, la pace, come il vetro, mostra tutta la sua fragilità. [...] La pace, per quanto preziosa agli occhi di Nostro Signore, è virtù cardinale solo se i vicini condividono la nostra stessa coscienza.
Molteplici verità quanti sono gli uomini. Di quando in quando, mi è dato scorgere di lontano una Verità più vera, nascosta tra imperfetti simulacri di se stessa, ma se faccio tanto d'avvicinarmi, questa si agita, sprofondando ancor più nell'insidiosa palude del dissidio.
La mente ha orrore del vuoto ed è sua abitudine popolarlo di fantasmi.
Boerhaave, come tutti i prepotenti e i tiranni, trasforma in motivo di vanto l'odiosità che lo rende infame.
Non ho confessato le vere ragioni del mio gesto, ma ho domandato come mai durante la fustigazione mi avesse sorriso. "Dolore è forte, sì, ma occhi di amico, più forti." Gli ho detto che lui non sa niente di me, nè io so niente di lui. Si è sfiorato gli occhi e ha indicato i miei, come se quel semplice gesto fosse un'ampia spiegazione.
"Vicenda rischiosa" mi ha messo in guardia Mr. Roderick. "L'unica legge sulla Prophetess è l'Umore del Vecchio." Un'altra legge chiamata "Coscienza" viene osservata lex loci ogniqualvolta Dio vede, ho risposto io.
Il giovane si è presentato come Wagstaff e mi ha spiegato che chi parlava dal pulpito era "il preside della Scuola di Fumo di Nazareth".
Ho confessato la mia ignoranza sull'esistenza di una tale accademia.
"Un'idea di Padre Upward, della missione di Tahiti. Dovete capire, signore, che il polinesiano medio respinge il lavoro perchè non ha motivo di attribuire valore ai soldi. 'Se io fame', dice lui, 'raccolgo qualcosa o caccio qualcosa'. Se io freddo, dico donna 'Tessi!'. Mani oziose, Mr Ewing! E sappiamo tutti che genere di impiego il Diavolo trovi per simili mani. Ma instillando in quei bastardi scansafatiche una leggera dipendenza da questa foglia innocua, diamo loro un incentivo a guadagnare in modo da potersi comprare il tabacco - niente liquori, badate bene, solo tabacco - presso la bottega della Missione. Ingegnoso, non trovate?"
"Uno pensa che i selvaggi ci siano grati. Voglio dire, li educhiamo, li curiamo, offriamo loro un lavoro e vita eterna! Oh, dicono 'Prego, signore' e 'Grazie, signore' con una certa grazia, ma è tutta una finta".
Se imbottigliato, il disprezzo di Mrs Wagstaff per il giovane marito poteva essere venduto come veleno per topi.
"A ben guardare, un 'teorema' appare eccessivo laddove è sufficiente una semplice legge."
"E quale sarebbe questa legge?"
"Una legge che recita che 'I deboli sono cibo per i forti'."
"Ma la vostra semplice legge non risponde alla questione di fondo, 'Perchè le razze bianche dominano sul resto del mondo?' "
Henry ha ridacchiato, ha caricato un moschetto immaginario, ha finto di prendere la mira, ha strizzato l'occhio, e infine ha stupito i presenti con un "Bang! Bang! Bang! Vedete? Beccato prima che aprisse bocca!". Henry ha stretto le spalle. "Dov'è il mistero?"
Il predicatore Horrox aveva perso il buonumore. "Volete dunque insinuare che le razze bianche dominano il mondo non per volontà divina, ma grazie al moschetto? Ma una simile affermazione è lo stesso interrogativo di prima camuffato sotto altre spoglie! Perchè mai il moschetto è stato consegnato all'uomo bianco e non, diciamo, all'esquimese o al pigmeo, se non per nobile volontà dell'Onnipotente?"
Henry ha replicato. "Le nostre armi non sono piovute dal cielo in un bel giorno di primavera. Non è la manna sul Sinai. Da Agincourt in poi, l'uomo bianco ha raffinato e approfondito la scienza della polvere da sparo affinchè i nostri moderni eserciti potessero imbracciare decine di migliaia di moschetti! 'Aha!' direte voi, sì, 'Ma perchè noi ariani? Perchè non gli unipedi dell'Ur o le mandragole delle Mauritius?' Perchè, mio caro predicatore, tra tutte le razze della Terra, la nostra brama - o meglio, la nostra rapacità - di tesori, di oro, di spezie e di dominio (oh, soprattutto, di dolcissimo dominio) è la più profonda, la più insaziabile e quella maggiormente priva di scrupoli! E' questa rapacità ad alimentare il nostro Progresso; se con finalità divine o infernali non mi è dato sapere. Nè lo potete sapere voi, signore. Nè io bramo saperlo. Provo unicamente sollievo all'idea che il Creatore mi abbia scaraventato dalla parte dei vincenti." [...] " 'Perchè girare attorno alla semplice verità? Noi sterminiamo le razze più scure per impossessarci delle loro terre e delle loro ricchezze. I lupi non stanno seduti nelle caverne a elaborare oziose teorie razziali per giustificare il fatto che divorano un gregge di pecore! "Onestà intellettuale"? La vera "onestà intellettuale" sarebbe farla finita con queste foglie si fico e ammettere che tutte le popolazioni sono predatrici, ma che i predatori bianchi, con il loro binomio mortale di malattie e armi da fuoco, sono par excellence campioni di rapacità, e allora?"
Le recenti avventure mi hanno spinto a riflettere molto; specie di notte, quando percepisco solo quel flusso tumultuoso che tramuta eternamente i massi in ciotoli. I miei pensieri scorrono così.
Gli eruditi individuano nella storia certi percorsi e li trasformano in leggi che regolano l'ascesa e la caduta delle civiltà. La mia filosofia segue il procedimento inverso. Ovvero: la storia non ammette leggi; solo esiti. Da cosa sono determinati gli esiti? Dalle azioni malvage e dalle azioni virtuose. [...] Un bel giorno, questo mondo dominato interamente da predatori andrà incontro all'autodistruzione. Nel singolo, l'egoismo abbruttisce l'anima; nella specie umana, egoismo significa estinzione.
E' forse questa l'entropia inscritta nella nostra natura? Se noi ci convinciamo che l'umanità può realmente trascendere artigli e zanne, se ci convinciamo che razze e religioni diverse possono convivere in pace sulla terra, se ci convinciamo che i governanti devono essere onesti , che la violenza deve essere arginata, che il potere deve essere responsabile e che le ricchezze della Terra e dei suoi oceani devono essere suddivise equamente tra tutti, questo mondo nascerà davvero. Non mi illudo. E' il più difficile dei mondi possibili.
Una vita spesa a plasmare un mondo che io sia felice di consegnare a Jackson, anzichè un mondo che io debba aver timore di passargli. Ecco, a mio avviso, una vita degna di essere vissuta. [...] Sento già la voce di mio suocero. "Ingenuo di un sognatore, Adam. Quando esalerai l'ultimo respiro capirai che la tua vita altro non è stata che una piccola goccia in un oceano sconfinato!" Ma cos'è l'oceano se non una moltitudine di gocce?


