"[...] Sì, ma...parliamo della paura. Non alzeremo la voce e non ci metteremo ad urlare. Parleremo razionalmente, voi ed io. Parleremo del modo in cui il solido tessuto delle cose si disfa - a volte- con una subitaneità che ci lascia scossi.
La sera, quando mi corico, sento ancora il bisogno di assicurarmi che le mie gambe siano sotto le coperte, una volta spenta la luce.
Non sono più un bambino ma...non mi va di dormire con una gamba che sporge dal letto.
Perchè se una mano gelida si protendesse -per caso- da sotto il letto ad afferrarmi la caviglia, potrei anche urlare. Sì, potrei cacciare un urlo da svegliare i morti.
Sono cose che non succedono, naturalmente, e lo sappiamo tutti.
L'essere che -sotto il letto- aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so.
E so anche che, se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia..."
[Stephen King]
.... un punto di vista estremamente interessante, mi sento di condividerlo pienamente...
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