RICHARD PRESTON - IL GIORNO DEL COBRA
"Alcuni esperti sono poco propensi a parlare apertamente delle armi biologiche, per timore che l'informazione possa innescare il terrorismo biologico o incoraggiare alcune nazioni a oltrepassare questa soglia e a far ricorso agli armamenti biologici. Altri esperti ritengono che il problema sia diventato così preoccupante da rendere necessario informare il pubblico.
"Alcuni esperti sono poco propensi a parlare apertamente delle armi biologiche, per timore che l'informazione possa innescare il terrorismo biologico o incoraggiare alcune nazioni a oltrepassare questa soglia e a far ricorso agli armamenti biologici. Altri esperti ritengono che il problema sia diventato così preoccupante da rendere necessario informare il pubblico.
Io penso che i problemi che non vengono alla luce e non sono discussi pubblicamente divengano sempre meno risolvibili con il passare del tempo. In una nazione libera, la consapevolezza dell'opinione pubblica può incidere sull'indirizzo della politica governativa assai più efficacemente del monito solitario di pochi esperti." (NdA)
"Una ricerca biologica aperta e valutata da tutta la comunità scentifica può produrre frutti molto benefici. L'ingegneria genetica è una procedura come la metallurgia. L'acciaio può essere usato per forgiare vomeri o spade. Il pericolo sta nell'intenzione umana." (NdA)
"Guardando fuori dal finestrino, la Austen vide inaspettatamente quell'organismo chiamato New York City. La sua bellezza le tolse il respiro. Il cuore della città sembrava emergere dalle acque nere che lo circondavano in una trama di luci e di strutture, come una barriera corallina luminosa. Vide i palazzi del centro di Manhattan che si rispecchiavano nel fiume Hudson, così lontani e strani da sembrare una visione immaginaria. L'Empire State Building era una punta inondata di luce. Oltre Manhattan erano visibili le propaggini di Brooklyn e del Queens. A sud riconobbe la massa luminosa di Staten Island e le luci del Ponte di Verrazzano sospese nell'aria come una catena. Più vicino all'aeroplano le acque della Upper New York Bay si estendevano come un tappeto buio, nero come l'inchiostro, tranne per le luci scintillanti delle imbarcazioni all'ancora, con la prua puntata verso la marea che si stava alzando.
La Austen pensò alla città come a un organismo, a una colonia di cellule. Le cellule erano le persone. Individualmente le cellule vivevano per un certo tempo e poi erano programmate per morire, ma sostituivano se stesse con la loro progenie e l'organismo continuava ad esistere. L'organismo cresceva, mutava, reagiva, adattandosi alle condizioni biologiche della vita sul pianeta. Per il momento il paziente della Austen era l'intera città di New York. Un paio di cellule dentro quel paziente si erano spente in modo misterioso. Poteva essere un segno di malattia o anche non voler dire nulla."
"Charles Darwin fu il primo a capire che l'evoluzione è causata dalla selezione naturale e che la selezione naturale significa morte. Egli comprese anche che moltissime morti (ossia gran parte della selezione naturale) sono necessarie per compiere un piccolo mutamento permanente nella forma o nel comportamento di un organismo. Senza morte, gli organismi non cambiano nel corso del tempo. Senza morte, la vita non avrebbe mai superato la complessità delle più semplici molecole autoreplicanti. Senza innumerevoli e ripetute morti le braccia di una stella di mare non sarebbero mai comparse. La morte è la madre delle strutture viventi. Ci vollero quattro miliardi di anni, un terzo dell'età dell'universo, perchè la morte potesse creare la mente umana. Con altri quattro miliardi di anni di morte, o forse con cento miliardi di anni di morte, chi può escludere che la morte non possa giungere a creare una mente così potente e sottile da essere in grado di rovesciare il destino dell'universo fino a diventare Dio?"
"La specie umana è più famelica di un insetto affamato. Con il suo appetito mostruoso e incontrollabile, l'umanità sta rovinando la terra," si disse Archimede. "Quando una specie devasta il suo habitat naturale, divora le risorse disponibili. Allora si indebolisce e diventa vulnerabile alle epidemie infettive. Un'emergenza improvvisa di un agente patogeno esiziale, di un killer infettivo, riduce la specie riportandola a livelli sostenibili. Queste stragi massicce avvengono costantemente in natura. Per esempio, i bruchi della limantria talvolta devastano le foreste nel nordest degli Stati Uniti cibandosi delle foglie degli alberi. Alla fine la popolazione dei bruchi cresce a tal punto da esaurire la disponibilità di cibo; essa viene allora distrutta da ogni genere di virus e in seguito per molti anni gli alberi restano relativamente liberi dai bruchi. I virus svolgono un ruolo importante in natura: tengono sotto controllo le popolazioni."
"La specie umana è più famelica di un insetto affamato. Con il suo appetito mostruoso e incontrollabile, l'umanità sta rovinando la terra," si disse Archimede. "Quando una specie devasta il suo habitat naturale, divora le risorse disponibili. Allora si indebolisce e diventa vulnerabile alle epidemie infettive. Un'emergenza improvvisa di un agente patogeno esiziale, di un killer infettivo, riduce la specie riportandola a livelli sostenibili. Queste stragi massicce avvengono costantemente in natura. Per esempio, i bruchi della limantria talvolta devastano le foreste nel nordest degli Stati Uniti cibandosi delle foglie degli alberi. Alla fine la popolazione dei bruchi cresce a tal punto da esaurire la disponibilità di cibo; essa viene allora distrutta da ogni genere di virus e in seguito per molti anni gli alberi restano relativamente liberi dai bruchi. I virus svolgono un ruolo importante in natura: tengono sotto controllo le popolazioni."



